Il Puc è diventato realtà, approvato dal consiglio
Votato il Piano urbanistico con le varianti richieste dagli uffici regionali Diventerà definitivamente operativo dopo il riesame dei tecnici a Cagliari
NUORO. Il Comune ha il suo Puc, il piano urbanistico per disciplinare gli interventi nella città e nel territorio. E questa volta dovrebbe essere quella buona. Ieri il voto del Consiglio, che si è pronunciato a larga maggioranza sullo strumento illustrato dall’assessore e vicesindaco, Leonardo Moro. Alla conta del presidente dell’assemblea Gianni Salis, votano sì in 24, in rappresentanza di Pd, Psi, Gruppo Misto, Alleanza per Nuoro, Idv e Rossomori. Si astiene Antonio Pirisi, del gruppo Federazione di Sinistra e Rifondazione. Contro il piano i due esponenti di Idea Comune, Lilli Mustaro e Andrea Fadda, così come i rappresentanti del Pdl, Pier Luigi Saiu e Peppe Montesu, che insieme a Marcello Seddone (Nuoro Futura-Psd’Az) lasciano l’aula.
La disciplina urbanistica ora sarà inviata alla Regione per il passaggio nell’ufficio competente, prima della pubblicazione. Le sorprese questa volta dovrebbero essere finite, dopo 20 anni spesi a disegnare la città del futuro, con avvio nel 1993 quando la giunta guidata dal liberale Chicchito Zuddas diede l’incarico all’architetto di Roma, Paolo Portoghesi. Queste almeno le dichiarazioni dell’assessore Moro.
Il suo intervento è partito proprio da quelle osservazioni fatte dalla Regione, a cui il Comune ha risposto con le sue controdeduzioni, «che sono state accolte». Dopodiché a ottobre si è proceduto alla nuova pubblicazione della parte modificata: «Un passaggio che si poteva anche saltare, ma che abbiamo preferito affrontare per un nuovo confronto con i cittadini». Nei due mesi sono arrivate 9 osservazioni, più altre due fuori tempo. Tra quelle nei termini, 8 sono state respinte «perché non pertinenti alle parti riguardanti la pubblicazione». Un nulla di fatto anche per l’unica richiesta alla fine valutata, ha spiegato l’assessore, «in quanto un privato chiedeva di disciplinare come zona di rispetto il terreno a fianco dell’agriturismo “Roccas”, che noi invece abbiamo modificato in zona agricola, la sola che consente la sussistenza della struttura ricettiva».
Tra le altre previsioni quella delle zone di compensazione con i privati (una è a Biscollai, l’altra a Ugolio), con la cessione di aree per servizi in cambio di una certa quantità di cubature. E poi, con una filosofia di procedimento simile alla prima, la perequazione a “Tanca Manna”, nel parco che accoglie il Nuraghe, dove i privati lasceranno al pubblico utilizzo una parte dei lotti in cambio della possibilità di costruire nella porzione che rimane di loro proprietà.
Nel mezzo della discussione la questione di Testimonzos, quartiere nato e cresciuto abusivamente e ora pronto per la legittimazione normativa. «Un risultato che abbiamo raggiunto, piaccia o non piaccia», sono state le parole di Leonardo Moro, non senza un moto di orgoglio e sfida quando lo scontro con la minoranza ha iniziato a farsi aspro. Dai banchi del Pdl e di Idea per Nuoro la credibilità data al Puc è stata pari a “zero”. Saiu, capogruppo del Pdl: «Si tratta dell’ennesima dichiarazione retorica e trionfalistica. Avete programmato spazi e servizi per una città di 44mila abitanti: ma come fate le stime? Chi pagherà gli oneri delle infrastrutture?». Poco teneri anche Montesu e Mustaro, che criticano la cattiva gestione di “Tanca Manna” e le incertezze sull’università. Un tasto quest’ultimo sul quale si affretta a chiarire il sindaco Alessandro Bianchi, che conferma la presenza delle risorse per il campus nell’Artiglieria, passata definitivamente al Comune nei giorni scorsi.
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