Capolavori lignei del 1500 aggrediti dalle termiti
Macomer, interrogazione urgente del consigliere comunale Giuseppe Ledda Il sindaco Succu: «Già fatti i sopralluoghi per mettere in sicurezza le opere»
MACOMER. Sono dei piccoli insetti, le termiti, che stanno mettendo a rischio un patrimonio artistico inestimabile nella chiesa di San Pantaleo del 1500. Organismi xilofagi, cioè che divorano il legno per nutrirsi, che trovano ideale l'ambiente umido per proliferare. Con una interpellanza al sindaco nella seduta del consiglio comunale, il consigliere di opposizione Giuseppe Ledda ha chiesto un intervento immediato per evitare che venga compromesso il patrimonio artistico della chiesa, rappresentato dalle pregevoli sculture lignee attualmente in stato di degrado a causa della massiccia aggressione delle termiti, favorita dalla diffusa umidità conseguente alle infiltrazioni di acqua piovana. «Dopo 20 anni dall' intervento di restauro e manutenzione straordinaria eseguito negli anni ’90, le strutture della chiesa presentano punti critici per la presenza di infiltrazioni, umidità e lesioni all'intonaco. In particolare – dice Ledda – segnalo che la caduta di un frammento di cornicione del campanile che ha creato lesioni su una parte della copertura sottostante con rottura di tegole e conseguenti infiltrazioni di acqua, senza che sia stato messo in atto alcun intervento. La presenza di umidità ha creato le condizioni ottimali per lo sviluppo delle termiti, che stanno minacciando parte delle sculture lignee e degli arredi. Risultano gravemente danneggiati il simulacro della Madonna nella cappella di Sant'Antonio, le strutture del palco riservato al coro e gli arredi della sacrestia. Senza un intervento immediato finirebbero per essere nuovamente aggredite dalle termiti anche il crocefisso del '500, la pala dell'altare di San Giovanni e quella delle Anime. È importante un intervento di manutenzione del tetto per eliminare le infiltrazioni e di disinfestazione contro le termiti, oltre al ripristino delle opere danneggiate – conclude Ledda –. Ciò con uno stanziamento di 15mila euro, da reperire dal fondo di riserva del bilancio comunale nel quale esiste una disponibilità residua di 25mila euro, che però dovrà essere formalizzato entro il 31 dicembre e cioè prima che le risorse vengano conglobate nell'avanzo di amministrazione». Durante la seduta di consiglio ha replicato il sindaco Succu: «Durante un recente sopralluogo mi sono recato con i responsabili dell'ufficio tecnico nella chiesa e si è potuto notare lo stato delle infiltrazioni di acqua e l'umidità. Le opere pregevoli sono state restaurate. Solo la Madonna di Bonaria necessita di interventi. Verrà fatto un ulteriore sopralluogo anche con il coinvolgimento della Soprintendenza, al fine di mettere in sicurezza un bene culturale di inestimabile valore e simbolo identitario dei macomeresi».
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