Bianchi: «Non ho ancora deciso se mi ricandiderò»
Il sindaco ha ripercorso i lavori fatti dalla sua amministrazione nel 2014. Ma non ha ancora sciolto le riserve sul suo secondo mandato
di Pier Luigi Piredda
NUORO.. «Mi ricandido o non mi ricandido?» Il sindaco Alessandro Bianchi sfoglia la margherita, anche se i petali rimasti sono ormai davvero pochi visto che si andrà al voto ad aprile. «Sono stati cinque anni molto impegnativi – ha spiegato il primo cittadino – durante i quali abbiamo fatto tanto per la città, pur dovendo combattere quotidianamente con le ristrettezze e i tagli imposti dal Governo. Quindi dico: non lo so. Rimetto la mia candidatura nelle mani del Partito democratico che dovrà fare le sue valutazioni e decidere».
Politico e medico. “Vorrei ma... non voglio” sembrerebbe dire il sindaco, che da qualche tempo ha ripreso la sua attività di ematologo all’ospedale San Francesco quasi a voler sottolineare che la sua professione è quella di medico, prestato alla politica in maniera temporanea. Ma prima di sciogliere le riserve, c’è ancora un po’ di tempo e questo tempo Sandro Bianchi se lo vuole prendere tutto. E allora, alla fine del quinto anno solare e anche del suo mandato, almeno il primo da sindaco di Nuoro, ha preferito dedicare il suo pensiero alla città.
Le cose negative. Nella sua memoria Sandro Bianchi deve scavare veramente poco per andare a cercare il momento più brutto del 2014 che se ne sta andando e infatti non ha dubbi nel dire che è stato quello dell’aggressione in Comune. «Sono, siamo qui per prendere decisioni, spesso anche scomode e pesanti per le tasche dei cittadini – ha spiegato il sindaco –. Ma sono decisioni che dobbiamo prendere e non possiamo nasconderci. L’abbiamo fatto alla luce del sole, spiegando i motivi e anche tornando indietro laddove sono stati trovati errori. Ma sia chiaro – ha aggiunto il primo cittadino con piglio deciso e rabbuiandosi – che tutte le nostre decisioni sono state prese in buona fede e onestà e con la massima trasparenza. L’aggressione mi ha amareggiato, ma era accaduta in un contesto strano, con sobillatori e mistificatori che hanno mandato avanti persone disperate. Spero non accada mai più. La crisi è pesante e qui si sente in maniera ancora più forte, ma all’orizzonte si cominciano a intravvedere timidi segnali di ripresa. L’incontro con il presidente della giunta regionale e gli assessori – ha insistito Bianchi – ancorché privo di fatti concreti, ci ha confermato una maggiore attenzione della Regione per il nostro territorio. Non possiamo che considerare un grande risultato la disponibilità a venire incontro a una delle nostre istanze storiche come la realizzazione del Polo ambientale, con sede dell’Ente foreste, istituzione della Scuola forestale e facoltà universitaria di Scienze forestali. Per il resto – ha ribadito – andremo a vedere le carte e poi aspetteremo i fatti».
Le soddisfazioni. «L’approvazione del Puc è stata la soddisfazione più bella? No, anche se è un bel risultato – ha sottolineato Sandro Bianchi, battendo i denti per il freddo nel suo studio al primo piano del Palazzo comunale, gelido, come quasi tutti gli uffici dello stabile perché l’impianto di riscaldamento funziona male e al momento non ci sono i soldi per ripararlo –. La soddisfazione più bella è il rifacimento di strade e marciapiedi in città. Stiamo migliorando il volto della città anche se faticosamente a causa delle difficoltà economiche. Far quadrare i conti con il patto di stabilità sta diventando ogni giorno più difficile, ma stiamo riuscendo a fare tutti gli interventi che ci eravamo prefissati. La viabilità all’ingresso della città – ha ribadito il sindaco – era una ferita aperta da tanto tempo e siamo riusciti a risolverla. Poi, siamo intervenuti e stiamo ancora operando in via Catte, via Trieste e piazza Italia».
Le urgenze. In piazza Italia, anzi, sotto la piazza, c’è un parcheggio che potrebbe ospitare 120 auto ed è ancora chiuso: una delle incompiute della città. «Aprirà in questi giorni – ha confermato il sindaco –. La gestione sarà affidata all’Atp, che comincerà a farlo funzionare nei primi giorni del nuovo anno, visto che per quanto riguarda le autorizzazioni non c’è più alcun problema. Sempre relativamente ai problemi più impellenti – ha aggiunto il sindaco – vorrei rassicurare i vigili urbani sul problema degli organici: il piano del personale resta quello che era stato definito a suo tempo, non è stata prevista alcuna modifica anche perché la giunta non è mai stata investita dal problema».
La caserma. Nell’ultimo piccolo spicchio del suo mandato, il sindaco ha comunque in serbo un’altra serie di interventi di fondamentale importanza per Nuoro. Il primo è la caserma di Pratosardo con il contestuale scambio con l’area dell’ex Artiglieria in viale Sardegna. «La caserma sarebbe dovuta essere già aperta se i ritardi nei pagamenti causati dalle ristrettezze economiche legate al patto di stabilità non ci avessero costretto a far slittare la conclusione di alcune opere – ha spiegato Sandro Bianchi –. Ma sono convinto che entro aprile sarà a disposizione della Brigata Sassari. E a chi storce il naso sulla presenza militare in città rispondo che oltre 250 nuove buste paghe sarebbero una bella boccata d’ossigeno per il territorio. Senza dimenticare – ha sottolineato – della restituzione alla città della vasta area dell’ex Artiglieria. Vista la vicinanza con il centro intermodale e con il centro della città, potrebbero essere realizzati un centro nel quale accorpare tutti gli uffici universitari e un parco urbano».
L’ex Mercato. Ultimo sassolino nelle scarpe: l’ex Mercato. «Siamo riusciti a dimostrare la potenzialità della struttura – ha concluso con un sorriso il sindaco –, tanto che le richieste dei privati per organizzare eventi sono sempre per quello spazio. Tutti vogliono fare iniziative lì. Un segnale positivo, finalmente. Ripartiamo da qui per cominciare bene il 2015».
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