A processo per omicidio colposo
Orgosolo, sentiti i volontari del 118 che prestarono i soccorsi a Luciano Succu
ORGOSOLO. Nuova udienza del processo per omicidio colposo che vede come imputato Pietro Mereu, un giovane di Orgosolo, accusato di aver provocato, senza intenzionalità la morte di Luciano Succu, un ragazzo di 14 anni morto la notte del 26 maggio del 2013 nel campo sportivo del paese. Mereu, difeso dall’avvocato Francesco Carboni, era alla guida del pick up su cui viaggiava anche il ragazzino. Il mezzo, per motivi inspiegabili, si era ribaltato e lo aveva schiacciato.La famiglia della vittima ha deciso di non costituirsi parte civile.
Ieri in aula davanti al giudice monocratico Mariano Arca e al pubblico ministero Andrea Schirra, hanno deposto due volontari della Croce Verde di Orgosolo, Pina Rubanu e Mario Crissantu che avevano prestato i soccorsi subito dopo il fatto. «Ero a casa, a letto, quando sono stata avvisata dell'incidente dalla nostra sede. Mi avevano detto che si trattava di un caso grave e mi avevano indicato la zona. Avevo preso la mia macchina e una volta giunta al campo sportivo del paese avevo notato che l’ambulanza e gli operatori stavano già intervenendo. Ricordo che attorno al ferito c’era tanta gente. Abbiamo proceduto a metterlo in “posizione neutra” per poterlo caricare sull'ambulanza. Poi – ha aggiunto la teste – mi sono preoccupata di chiedere se c’erano altri feriti ma nessuno me ne ha indicato altri. Ho, inoltre, chiesto la dinamica per poterla così legare ai parametri del paziente».
Alla domanda dell’avvocato Carboni, se riusciva a ricordare nel dettaglio il luogo dell'incidente, Rubanu ha risposto che ricordava un muro nero e tutta l’area era molto buia. Dopo di lei è stata la volta del collega Crissantu che era alla guida dell’ambulanza.
«Ero già a letto quando, intorno alle 23,30 sono stato avvisato dell’accaduto. Ricordo – ha detto – di aver chiesto all’operatore della sala operativa che tipo di codice potesse essere e, mi aveva risposto che si trattava di un giallo che poi, però, andava valutato. Quando siamo giunti sul posto c’erano già diverse persone. Superato il cancello ho cercato di avvicinarmi il più possibile al corpo riverso a terra per illuminare la zona che era molto buia. Il ragazzo non era cosciente. Qualcuno aveva provveduto a coprilo con una coperta».
La prossima udienza si terrà l’8 ottobre.
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