Festa di Sant’Antonio si parte tra cavalieri, riti e processioni
OROSEI. Tutto pronto per la festa in onore di Sant’Antonio Abate. Una tradizione che è stata rispolverata quest’anno dal comitato. Festa che in programma oggi: l’appuntamento è nel piazzale del...
OROSEI. Tutto pronto per la festa in onore di Sant’Antonio Abate. Una tradizione che è stata rispolverata quest’anno dal comitato. Festa che in programma oggi: l’appuntamento è nel piazzale del santuario di Sant’Antonio. Non ci sarà il fuoco e nemmeno il dolce tipico, il pistiddu, come si fa nei festeggiamenti del 16 gennaio ma tutto il resto è sostanzialmente identico.
Ci sarà la processione con il santo, la celebrazione della messa e poi il via ai festeggiamenti civili. Si comincia alle 17.30 con la processione con i cavalieri del paese in costume, il carro trainato dai buoi con il simulacro del santo che, la leggenda dice, riuscì con uno stratagemma a rubare il fuoco dall’inferno per portarlo agli uomini sulla terra, a seguire il sacerdote del paese don Giannino i rappresentati del comitato e le tre confraternite del paese, e tutti i cittadini.
Una processione che esce dal sagrato di Sant’Antonio, fa un giro nelle vie principali del paese prima di fare rientro nella chiesa per la celebrazione della messa che sarà cantata dalle tre corali del paese: due maschili e una femminile.
In serata, sul palco allestito nel piazzale, saliranno a turno tutti i gruppi folk invitati e gruppi di canto a tenore. «La festa di maggio – spiegano i componenti del comitato – perché la chiesa era stata consacrata nel mese di maggio. E una festa che da oltre vent’anni non si faceva più noi come comitato abbiamo deciso di ripristinarla. Alla fine ci sarà la pecora bollita per tutti i presenti. In proposito vogliamo ringraziare i pastori di Orosei e dei paesi vicini che ci hanno fornito la carne. Un grazie anche a tutti i gruppi che si esibiranno, venuti gratuitamente».
Ospiti d’onore saranno i mamoiadini: il motivo è abbastanza singolare. «Si dice che quando un carro di Mamoiada stava portando il santo verso il loro paese, d’un tratto si era fermato: i buoi non ne volevano sapere di andare avanti. Il santo restò lì dove fu costruita la chiesa, ma il santo era di Mamoiada. Da allora ogni festa i mamoiadini erano gli invitati speciali e lo saranno anche sabato». (n.mu.)
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