Sub morso dal ragno, le sue condizioni sono ancora molto gravi
Alessandro Candido ha comunque superato la fase acuta. Era stato colto da malore al termine di una battuta di pesca nelle acque di Orosei
OROSEI. Il sub morsicato da un ragno velenoso o da qualche altro animale durante una battuta di pesca davanti alla costa di Orosei ha superato la fase acuta. Alessandro Candido non corre più pericolo di vita, anche se il suo quadro clinico resta sempre abbastanza critico. L’intossicazione epatica che ha provocato danni irreversibili al fegato sarebbe stata arginata con l’utilizzo di farmaci e antidoti, ma nonostante tutto non è stata assolutamente esclusa la possibilità di un trapianto del fegato.
Gli specialisti dell’ospedale Brotzu di Cagliari, dove il sub trentotenne romano era stato trasferito in ambulanza da Nuoro alle prime luci del giorno di mercoledì dopo l’improvviso aggravamento delle sue condizioni durante la notte. Anche a bordo dell’ambulanza, Alessandro Candido aveva avuto alcune crisi e soltanto grazie alla grande professionalità dei medici del San Francesco era riuscito ad arrivare in condizioni tali da poter essere sottoposto immediatamente alla terapie necessarie per salvargli la vita.
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Le condizioni del sub sono comunque in lento miglioramento, anche le prognosi resta riservata a causa della gravissima insufficienza epatica, di cui non sono ancora state accertate le cause. Il sospsetto è che Alessandro Candido sia stato morso da un ragno, la micidiale malmignatta o vedova nera mediterranea conosciuta in Sardegna come “arza”. Era stato proprio lui, in uno dei rari momenti di lucidità a raccontare di aver sentito delle fortissime punture e poi di aver perso i sensi quando era tra i cespugli, dopo essere riuscito a uscire dall’acqua. Ma non si può escludere la possibilità che Candido sia stato punto da qualche pesce durante la battuta di pesca e da questo potrebbe essere scaturito il malore che l’aveva costretto a salvarsi sugli scogli di Matta e Turcu dopo essere stato trascinato dalla corrente.
Poi la scalata della scogliera alla ricerca di aiuto, fino alla caduta senza forze tra i cespugli, dove era stato dai soccorritori alle prime luci del giorno dopo una notte di ricerche. Il sub era stato accompagnato all'ospedale di Nuoro e ricoverato in osservazione, ma nel corso della serata le sue condizioni si erano aggravate. E così alle prime luci del giorno era stato trasferito in ambulanza a Cagliari, nel centro trapianti dell’ospedale Brotzu a causa della criticità delle condizioni del fegato e per l’imminente necessità di un trapianto.
Finora non c’è la certezza che a provocare i danni fisici al sub romano sia stata la puntura dell’Arza, ma i medici cagliaritani hanno sostenuto che i sintomi mostrati dal paziente siano sufficientemente coerenti con le tossine di questa specie. Ma saranno gli esami tossicologici a chiarire ogni dubbio. (plp)
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