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Nuoro

Ad “Amore criminale” una storia nuorese

Ad “Amore criminale” una storia nuorese

Oggi nella trasmissione tv verrà raccontata una vicenda di maltrattamenti seguita da Onda Rosa

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NUORO. Uscire dalla violenza si può. Oggi nella trasmissione “Amore criminale” verrà raccontata la storia di una donna seguita dal Centro Antiviolenza Onda Rosa di Nuoro. Si tratta di una storia di maltrattamenti durata 40 anni. La signora ha scelto di raccontare pubblicamente il suo inferno affinchè altre donne, che come lei, subiscono maltrattamenti, possano trovare la forza di rivolgersi al Centro Antiviolenza più vicino a loro per di liberarsi dalla violenza e riacquistare la loro dignità. Quarant’anni il maltrattanti, minacce, insulti fino al totale annullamento, sia come essere umano, che come donna. La signora è una sopravvissuta alla violenza maschile, ma sino all’incontro con l’equipe del Centro Antiviolenza Onda Rosa non riusciva a riconoscere né i suoi diritti né la sua forza. Tutti sapevano: condomini, servizi sociali, medico di base, vicini di casa, amici, parenti e insegnanti dei figli. Nessuno però, professionisti o meno, si è mai posto il problema della donna e dei suoi bambini. Hanno considerato la violenza come un fatto privato, non come un reato e una violazione dei diritti umani.

«In questi anni di lavoro – dice Luisanna Porcu, psicoterapeuta e direttrice del centro antiviolenza barbaricino – ho ascoltato personalmente migliaia di donne e ogni volta che sento le loro storie mi chiedo come sia possibile che ancora oggi spesso ci sia una negazione del fenomeno da parte di chi, politica e servizi, dovrebbe intervenire. Chi lo desidera – aggiunge – può ascoltare l’intervista della signora in modo da conoscere realmente quelli che sono i volti della violenza».

«Noi ci auguriamo che la società tutta – prosegue la specialista – si interroghi a partire da questa storia, affinchè non si pensi più che i nostri territori siano immuni da violenza domestica e dominati dal matriarcato, ma che al contrario, da noi, così come in tutto il mondo, noi donne siamo spesso vittime della cultura patriarcale che ci impone ruoli di sottomissione. Ma uscire dalla violenza si può e questa testimonianza ha proprio l’obiettivo di “contagiare” il desiderio di libertà e dignità».

Il centro Onda Rosa studia percorsi di libertà per le donne, è un servizio specifico, che considera le donne vittime della violenza maschile, come in stato di temporaneo disagio, cioè donne che stanno male oggi ma che possono benissimo stare bene domani.

«Noi non facciamo mai una fotografia negativa limitante – conclude Luisanna Porcu – il nostro Centro è un luogo di transito verso l’autonomia, un luogo sì per sottrarsi alla violenza ma soprattutto un luogo di avvicinamento alla libertà. Il nostro lavoro non è di tipo assistenziale, è invece quello di sostenere la donna affinchè aiuti se stessa a ritrovare il coraggio e la forza per costruirsi un progetto di vita futura concreto che tuteli se stessa e i figli». E la storia che andrà in onda stasera ad “Amore criminale” ne è una reale testimonianza (k.s.)

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