Orosei, un bagno di folla per Santa Maria ’e mare
Più di cinquecento persone si sono riunite nelle cornice di piazza Sant’Antonio Promossa a pieni voti anche la novità del prologo organizzato dai commercianti
OROSEI. La novità ha colpito nel segno. L’ennesima edizione della Festa di Santa Maria ‘e mare, a Orosei, per la prima volta anticipata dalla tanto attesa “Aspettando Santa Maria”, prologo organizzato da un nutrito gruppo di attività commerciali deciso ad anticipare la stagione estiva, ha permesso alla comunità oroseina di celebrare come mai successo in precedenza la santa protettrice di naviganti e pescatori. Sabato, nella splendida cornice di piazza Sant’Antonio, oltre 500 persone (tanti gli stranieri) si sono riunite in attesa di vivere la più importante festa mariana della Baronia.
Ad allietare il lungo pomeriggio di canti e folklore, oltre alla salsiccia di pecora e un buon bicchiere di birra artigianale a chilometri zero, c’è stato lo spettacolo “Fusione sotto le stelle”, messo in piedi dal giovane maestro fonditore Andrea Loddo.
A partire dalle 16, poi, un piccolo forno in argilla, riproduzione di un inconfondibile nuraghe, è stato portato alla temperatura 1400 gradi per poi regalare, davanti allo stupore di giovani e meno giovani, le storiche statuette con la forma dei guerrieri del mare.
«Abbiamo voluto anticipare la festa, regalando alla nostra comunità un ulteriore momento di gioia e aggregazione – ha detto il sindaco del paese Franco Mula – il risultato è sotto gli occhi di tutti. Unendo sacro e profano si è ottenuto un mix vincente e una bella vetrina per i piccoli imprenditori del luogo».
La kermesse, presto raccontata in uno speciale che sarà caricato in rete, ha avuto il suo momento più elevato, ieri, quando dalle 7 del mattino, 8 famiglie di pescatori devoti a Maria, guidati dal presidente della cooperativa Giacomo Contu, hanno intrapreso con le loro famiglie la lunga e minuziosa opera di addobbo floreale delle imbarcazioni. Soltanto una di queste, quella del più giovane Sandro Contu, alle 17 in punto, ha trasportato il simulacro dall’antico ponte romano all’uscita del paese, lungo l’ultimo tratto del fiume Cedrino, fino alla chiesetta campestre di origine pisana, costruita nel XIII secolo ma oggetto di un importante restyling nel 1975 ad opera dell’ultimo erede dei Guiso.
«Per tutti noi la Festa di Santa Maria è un momento di enorme commozione – ha detto scavando nei suoi ricordi di gioventù Giovanni Pittalis, 88enne ex pescatore – dico alle nuove generazioni di rispettare e amare il mare se si vuole avere la certezza di fare ogni giorno ritorno a casa».
Anche la conclusione della due giorni di festa ha percorso l’immancabile solco della tradizione.
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