AliArbatax, nuova udienza Fallimento scongiurato?
Pressioni della Regione su Abbanoa per riuscire ad evitare il tracollo L’ente gestore restituirebbe al Consorzio industriale 800mila euro
TORTOLI. Mercoledì 10 potrebbe essere l’ultima udienza (ve ne sono state già tre, tutte terminate con un rinvio), in senso positivo, relativa alla richiesta di fallimento dell’AliArbatax, società in liquidazione proprietaria dell’aeroporto di Tortolì, che ha come socio unico il Consorzio industriale provinciale Ogliastra, presieduto da Mimmo Lai (Pd).
Non c’è ancora niente di ufficiale ma pare che grazie a un intervento della Regione, Abbanoa potrebbe versare al Consorzio industriale buona parte di quanto dovuto (circa 800mila euro), che quest’ultimo ente utilizzerebbe per scongiurare, in maniera definitiva, il fallimento della sua controllata (per intero) AliArbatax.
Lo scorso 29 aprile, il giudice del tribunale di Lanusei ha concesso ancora del tempo, fissando la nuova udienza al prossimo 10 giugno. In precedenza c’erano già stata due udienze: il 4 marzo e il 17 dicembre dello scorso anno. La prima era relativa alla richiesta di una società di consulenza milanese, che poi ebbe quanto dovuto, mentre l'altra dal sostituto procuratore.
Al termine dell’ultima udienza per il fallimento di AliArbatax, tenutasi il 29 aprile, il presidente del Consorzio industriale provinciale Ogliastra, Mimmo Lai, parve ottimista: «Il giudice ha potuto verificare il nostro quotidiano impegno per evitare il fallimento dell'AliArbatax, della quale siamo socio unico. Ora confidiamo nella Regione: nel corso della visita del presidente Francesco Pigliaru e dell’assessore alla Programmazione, Raffaele Paci (che si tenne il 25 aprile a Lanusei e Tortolì ndr) ho chiesto loro che ci diano una mano nel chiudere delle “partite” che abbiamo con altri enti. Allo stesso tempo ci muoveremo con le banche». E ora, come già detto, pare proprio che quanto chiesto da Mimmo Lai si possa avverare: grazie all’intervento dell’esecutivo isolano Pigliaru, Abbanoa potrebbe pagare parte di quanto dovuto al Consorzio industriale. Che utilizzerebbe questo “denaro fresco” per salvare AliArbatax dal fallimento. Il giudice del tribunale di Lanusei non ha finora decretato il fallimento alla luce delle iniziative che si stanno prendendo per cercare di “eliminar” i milioni di euro di debiti della struttura aeroportuale.
Lo scalo aereo ha suscitato interesse anche fra due importanti magnati cinesi, che una volta saputo della sua possibile vendita, hanno chiesto informazioni.
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