L’esperienza di cinque anni fa quando Manca sfidò Bianchi
NUORO. Chiede «un attimo di riflessione e di meditazione», Basilio Brodu. Il risultato del voto di domenica scorsa è ancora troppo caldo per essere già elaborato e l’ora del ballottaggio è troppo...
NUORO. Chiede «un attimo di riflessione e di meditazione», Basilio Brodu. Il risultato del voto di domenica scorsa è ancora troppo caldo per essere già elaborato e l’ora del ballottaggio è troppo lontana per poterci vedere chiaro. «Anticipare scelte è intempestivo e inopportuno» dice il candidato sindaco arenatosi al 16,5%. «Il nostro punto di partenza restano comunque i contenuti dei programmi» sottolinea, e quando parla al plurale parla delle sei liste che lo hanno sostenuto: Cambiamento insieme si può, Nuova Nuoro, Riformisti per Nuoro, Alleanza popolare Nuoro e Riformatori sardi. L’incognita, insomma, resta aperta: Bianchi o Soddu? A chi dei due portare acqua?
Certo è che ieri mattina, «insieme ai rappresentanti delle liste della coalizione, ci siamo riuniti per analizzare il risultato del voto. E per venerdì prossimo, alle 19,30 nella sede elettorale di piazza Veneto è in programma un incontro con tutti i candidati delle liste» annuncia, mentre ringrazia a chiare lettere «i nuoresi che domenica si sono recati a votare e hanno sostenuto la mia candidatura a sindaco».
«Nessun accordo, con nessuno» taglia corto, invece, Tore Lai, il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, che alla loro prima volta a Nuoro conquistano il 12% dei voti. Fedelissimo alla parola data al momento della presentazione del programma elettorale, Lai conferma senza tentennare: «Al secondo turno noi ce ne staremo a casa». Fermo restando che la libertà di scelta degli elettori è sacrosanta. «È necessario un cambio radicale della cultura politica» aveva sottolineato il leader nuorese del M5S. Detto, fatto ora che il ballottaggio si presenta all’orizzonte.
«In caso di ballottaggio cosa faremo? I cittadini hanno la possibilità concreta di mandare all’opposizione i responsabili dello sfascio della nostra città. Noi stiamo lavorando a questo. Senza padrini e senza padroni» aveva alzato la voce Pierluigi Saiu, nelle scorse settimane. Candidato sindaco espressione di due liste, Prima Nuoro e Uniti per Nuoro, ha raggiunto la soglia dell’11,5%. Due liste, molti i giovani in campo, che si riuniranno nelle prossime ore per decidere come affrontare il voto decisivo del 14 giugno. «Sarà il gruppo a valutare la situazione» chiude Saiu senza lasciarsi scappare una parola di più.
Tutto da decidere anche in casa Idea Comune, la lista civica che ha proposto Stefano Mannironi sindaco riuscendo a conquistare l’8,6% delle preferenze dei nuoresi e a superare (addirittura a doppiarli) partiti politici come il Psi, il Psd’Az, Sel e RossoMori. Stasera l’incontro per fare il punto in vista del ballottaggio con tutte le anime del movimento riunite. «Come sempre abbiamo fatto, anche stavolta non decide soltanto Stefano Mannironi, ma il gruppo insieme» ribadisce l’avvocato espressione di Idea Comune. Quarta forza, in percentuale, in questa competizione elettorale che vede il Pd sul gradino più alto con il 15,09%, il M5S al secondo con il 9,63%, Uniti per Nuoro Saiu sindaco al terzo con l’8,15%. Idea Comune è quarta con il 6,86% delle preferenze. Una vera e propria dichiarazione di intenti all’indirizzo delle forze politiche classiche.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
