Cani randagi in azione, stragi di pecore
Cresce l’allarme nelle campagne di Silanus: «I pastori sono disperati, non sanno più cosa fare»
SILANUS. Cresce l’allarme nella regione del Marghine per le frequenti stragi di animali causate dai cani randagi. Animali famelici che spesso prendono d’assalto le greggi di pecore e agnelli provocando autentiche mattanze. Del fenomeno si è occupato in questi giorni il Movimento “Insieme per Silanus” che ha analizzato la gravissima situazione che si sta creando nelle montagne del Marghine e, in particolare in quelle di Silanus e Bortigali dove negli ultimi tempi si sono verificate diverse stragi.
«Le stragi di pecore sono ormai la norma: non passa giorno che non si registrino episodi di azzannatura delle bestie – si legge nel documento diramato dal Movimento Insieme per Silanus –. Orde di cani, liberi e selvaggi, vagano nelle campagne o, come sembrerebbe, vere e proprie bande provenienti dai centri abitati, si formano per compiere vere e proprie spedizioni punitive notturne nelle montagne. I pastori di Silanus sono ormai alla disperazione: alcuni passano le notti negli ovili per vigilare, altri non trasferiscono le greggi in montagna, per paura». Di tutto questo dovrebbero essere a conoscenza le autorità sanitarie pubbliche e le amministrazioni locali. «Ma – scrivono gli aderenti al Movimento – niente si fa per riportare un po’ di tranquillità nelle campagne, già alle prese col sempre fiorente fenomeno dell’abigeato. D’altra parte gli allevatori non possono ricorrere al sistema “fai da te”, come avveniva un tempo, per la severità e rigidità delle norme a tutela degli animali, per l’indisponibilità delle attrezzature da accalappiacani e per il costo esoso del ricovero in canile dei cani catturati». Il Movimento sollecita pertanto una decisa e risolutiva azione della Asl (beneficiaria di appositi finanziamenti regionali al riguardo) per sradicare il fenomeno con interventi mirati e immediati. Allo stesso tempo invita le amministrazioni locali interessate a sensibilizzare gli enti competenti e a dedicare maggiore attenzione alla prevenzione e vigilanza del vagabondaggio dei cani urbani, spesso incustoditi e anche pericolosi, per il diffuso mancato rispetto delle disposizioni amministrative e sanitarie emanate dagli stessi Comuni.
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