Emergenza carceri, dibattito in classe al Liceo scientifico
NUORO. Tappa conclusiva al liceo scientifico Fermi di via Veneto, per il progetto Emergenza carceri. E anche stavolta, esattamente come già successo al liceo classico Asproni, l’appuntamento con gli...
NUORO. Tappa conclusiva al liceo scientifico Fermi di via Veneto, per il progetto Emergenza carceri. E anche stavolta, esattamente come già successo al liceo classico Asproni, l’appuntamento con gli studenti si è chiuso con una promessa: quella di tornare con il nuovo anno scolastico per un ulteriore confronto e dialogo intorno al tema del carcere. A partire dal libro scritto dal giornalista Luciano Piras, “I terroristi sono miei fratelli. Don Bussu, il cappellano che piegò lo Stato”. Un libro dato in omaggio (in diverse copie) alla scuola superiore di Nuoro dall’associazione culturale Àndel@s con il sostegno determinante della Fondazione Banco di Sardegna, che insieme hanno proposto il progetto “Emergenza carceri”. Approdato nei giorni scorsi alla conclusione, dopo una lunga serie di incontri con i giovani del Nuorese, davanti agli allievi delle classi dello Scientifico riunite per l’occasione, la 3ª e la 4ª M. Protagonisti del dibattito aperto con Piras, una trentina di studenti guidati dalle insegnanti di Filosofia Francesca Mazzette e Vincenza Senette.
È al Dipartimento di Filosofia, infatti, che il dirigente scolastico Bachisio Porru ha affidato l’incarico di organizzare e seguire da vicino il progetto proposto dall’Associazione culturale Àndel@s.
Particolarmente delicato e scottante, il tema del carcere è stato subito affrontato dagli allievi del Fermi con grande attenzione e interesse. Calamitati dalla figura del cappellano don Bussu, protagonista di un gesto clamoroso che nel 1983 portò Nuoro alla ribalta nazionale. La sua vicenda è anche l’occasione per aprire la discussione sugli anni di Piombo e sugli errori clamorosi di una generazione cresciuta sotto i falsi idoli delle Br. Spazio poi anche ai problemi più generali della carcerazione, di ieri come pure di oggi, e della normativa in vigore, comprese le sentenze della Corte europea di Strasburgo. Argomenti che verranno ripresi in mano con l’apertura del nuovo anno scolastico.
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