La Nuova Sardegna

Nuoro

Fidanzati morti nell’incidente sulla Cala Liberotto-Orosei: aperta un’inchiesta

di Kety Sanna
La scena del terribile incidente sulla Cala Liberotto-Orosei
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La scena del terribile incidente sulla Cala Liberotto-Orosei

Omicidio colposo l’ipotesi di reato per il conducente della Bmw contro cui è finita la moto di Francesco Puggioni e Isabella Saba

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NUORO. Il giorno dopo la tragedia, su un paletto che delimita l’ingresso alla stradina di penetrazione agraria in località Nuratzolu, dove martedì 2 giugno hanno perso la vita Checco Puggioni, 40 anni e la fidanzata Isabella Saba di 38, qualcuno ha messo dei fiori. Un pensiero rivolto ai due giovani che avevano deciso di trascorrere il giorno della festa della Repubblica al mare, a Cala Liberotto, in sella alla loro moto, passione di una vita.

Sull’asfalto ancora freschi i segni del terribile schianto tra la Honda 1000 della coppia e la Bmw dei due turisti tedeschi che, all’improvviso, aveva deciso di svoltare. In quel violento impatto si sono frantumati i sogni di due ragazzi che avevano deciso di ricostruirsi una vita insieme, con i loro figli, avuti da precedenti matrimoni, ma che avevano già iniziato a frequentarsi.

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Così, quello stesso destino che li aveva fatti incontrare, se li è portati via nello stesso momento, in un soffio. L’uno accanto all’altra, hanno cessato di vivere a 23 minuti di distanza. Vani i tentativi da parte dei soccorritori di salvarli. E mercoledì 3 a Nuoro e Bitti, le due comunità colpite dal lutto, c’era spazio solo per il dolore.

La salma di Isabella è stata riportata in paese, a casa, mentre quella di Checco Puggioni si trova ancora nell’obitorio dell’ospedale San Francesco a disposizione dell’autorità giudiziaria, del sostituto procuratore Andrea Schirra, titolare dell’inchiesta che dovrà decidere se disporre l’autopsia ed ulteriori esami tossicologici.

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Intanto è iniziato il via vai dei tanti amici e conoscenti che si sono stretti attorno ai parenti dei due giovani: chi a Bitti, nel rione di Gurumuru, nell’abitazione di Isabella, attorno alla bara di questa giovane mamma che ha lasciato due bambini neppure adolescenti; altri invece, nella camera mortuaria del San Francesco, dove i familiari di Checco Puggioni, per tutta la giornata hanno atteso che venisse resa loro la salma.

E il dolore per i due fidanzati ha continuato a viaggiare sui social interminabilmente. Il profilo facebook dei due giovani anche ieri è diventato punto di ritrovo per decine di amici che, ancora increduli, hanno voluto rivolgere loro un ultimo saluto: «La vita è come una corsa in motocicletta – ha scritto Paolo Soddu – nessuno sa quanta benzina il destino ha messo nel nostro serbatoio. C’è chi nasce con il pieno e chi, senza saperlo, viene al mando già in riserva ma... che tu abbia il pieno o poche gocce di benzina non importa, quello che conta è andare sempre al massimo sino all’ultima goccia di vita». Oppure Mario Soro che ha aggiunto: «Amico mio, è da ieri che ci penso e ancora non riesco a crederci, fate buon viaggio o poi ci rivedremo mi dispiace tantissimo. Ti ricorderò sempre con il sorriso e il tuo modo di fare sempre scherzoso davi armonia e chi ti stava a fianco. Non trovo le parole per darti quanto di voglio ben. Ciao Checco. Ciao».

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Restano invariate, invece, le condizioni dei due feriti, Giuseppe Pellegrini e il figlio quindicenne, che viaggiavano in sella alla seconda moto che si è scontrata contro il cofano della vettura dei turisti. L’impresario nuorese, che insieme alla famiglia gestisce una ditta di materiale edile a Pratosardo e che da qualche tempo ha preso in gestione l’Hotel Corallo di Posada, è ancora ricoverato in Rianimazione.

Non dovrebbe essere in pericolo di vita (anche se i medici non hanno ancora sciolto la prognosi) ma le ferite riportate nello scontro sono state molto importanti: la più grave la frattura del bacino, ma anche delle gambe e delle braccia. Per fortuna sembra non aver riportato lesioni alla testa. Il figlio, invece, ancora in Ortopedia, ha fratture al piede e alla gamba.

Sul fronte delle indagini, i carabinieri della stazione di Orosei che hanno effettuato i rilievi, dovranno accertare eventuali responsabilità. L’autista della Bmw è stato indagato per omicidio colposo.

«Un atto dovuto – ha detto il maresciallo Davide Aglione – ed è per questo che abbiamo potuto sentire solo la moglie». Gli inquirenti dovranno stabilire se l’autista della vettura abbia segnalato l'intenzione di svoltare a sinistra e soprattutto se l’abbia fatto nei tempi giusti. Dovranno sentire eventuali testimoni che percorrevano quel tratto di strada al momento dello scontro e chi ha prestato i primi soccorsi. Solo così riusciranno a mettere insieme i pezzi di questa tragedia.

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