Le mani della squadra sugli appalti
L’accusa: sindaci e tecnici pilotavano i lavori pubblici per fare lavorare gli amici
SASSARI. Al telefono decidevano chi doveva partecipare a questo o quell’appalto e chi doveva vincerlo. Per gli sconfitti niente drammi, la volta successiva sarebbe toccata a loro. Ogni pedina stava al suo posto, tutti sapevano come comportarsi per spartire la torta tra gli amici. amici. Un sistema, secondo le accuse, ben collaudato, con un regista che teneva i fili. Le defezioni non erano ammesse, chi non sottostava alle regole era fuori, nemico della squadra. Come il sindaco di Desulo Gigi Littarru. Parla di lui il dominus Salvatore Pinna in un’intercettazione: «Non volevo gestirlo, volevo che lui facesse, che non mi sputtanasse e invece mi ha sputtanato». Il riferimento è a un appalto del Gal: Littarru si era opposto alle decisioni di Pinna e l’ingegnere desulese aveva cercato di estrometterlo dalla giunta della Comunità montana: il suo posto sarebbe stato preso dal sindaco di Tonara Pierpaolo Sau. Uno dei 5 primi cittadini arrestati nell’inchiesta chiamata “Sindacopoli”.
Il sistema. In cima alla piramide, secondo la Procura di Oristano che all’alba del 29 aprile ha disposto gli arresti, c’era proprio il desulese Salvatore Pinna, rappresentante della società Essepi Engeneering di Nuoro. Alle sue direttive sottostavano sindaci, vicesindaci, tecnici comunali, liberi professionisti. Ognuno aveva il suo tornaconto: i sindaci consensi elettorali, i professionisti lavoravano. La rete consentì al gruppo di spartirsi, in un anno e mezzo, 850mila di soldi pubblici e di scambiarsi favori per 350mila euro.
I personaggi coinvolti. Misure cautelari per 21 persone, 64 indagati per 44 appalti sospetti. In cella finirono tre sindaci – Rinaldo Arangino di Belvì, Pierpaolo Sau di Tonara e Federico Palmas di San Giovanni Suergiu–: con loro anche il vicesindaco di Ortueri Pietro Crobu e di Villasalto Francesco Cotza , l’ingegnere Salvatore Pinna, ancora detenuto, due tecnici comunali e due liberi professionisti. Ai domiciliari – insieme a vari tecnici – i sindaci di Ortueri e Villasalto Salvatore Casula e Leonardo Usai e il consigliere provinciale di Nuoro Salvatore Borto, già sindaco di Desulo prima di Gigi Littarru e amico di lunga data di Salvatore Pinna.
Le elezioni. L’inchiesta e gli arresti hanno avuto un effetto bomba sulle elezioni comunali. Tra i 167 comuni al voto domenica scorsa c’erano anche Tonara, Belvì, Ortueri e Desulo. Nel primo centro, il nuovo sindaco è Flavia Loche, moglie dell’uscente e arrestato Pierpaolo Sau. Anche a Belvì scelta all’insegna della continuità: incoronato Sebastiano Casula, vicesindaco di Arangino. Vittoria netta salutata con i botti, la stessa esplosione di gioia che aveva accompagnato il rientro a casa di Arangino. A Desulo, invece, la candidatura di Salvatore Borto è saltata. E la sua sostituta non è riuscita a spodestare Gigi Littarru.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
