Orotelli, pari opportunità non solo a parole
Approvato dal consiglio comunale il “Piano delle azioni positive” che disciplina le differenze di genere
OROTELLI. Il principio delle pari opportunità tra uomo e donna, a Orotelli, è un dato acquisito. Almeno all’interno dell’amministrazione comunale, che, per trasformare il principio in un atto concreto, ha approvato il cosiddetto “Piano delle azioni positive”: uno strumento operativo che disciplina il protocollo per attuare, tra i dipendenti del Comune (8 uomini e 7 donne), le pari opportunità.
Il piano, che avrà la durata di tre anni, si pone l’obiettivo di “favorire l’adozione di misure che garantiscano effettive pari opportunità nelle condizioni di lavoro e di sviluppo professionale, tenendo conto anche della posizione delle lavoratrici e dei lavoratori in seno alla famiglia”. Un obiettivo imposto da una direttiva del parlamento europeo, ignorata da molte pubbliche amministrazioni, ma non dal comune di Orotelli, che, in omaggio a questo principio di civiltà, ha approvato un regolamento guida che segna i paletti della pari opportunità tra uomo e donna.
«Le direttive comunitarie – sottolinea il sindaco, Nannino Marteddu – indicano come sia importante il ruolo che le amministrazioni pubbliche ricoprono nello svolgere attività di promozione e attuazione del principio delle pari opportunità. Per questo, il comune di Orotelli armonizza la propria azione al perseguimento e all’applicazione del diritto di uomini e donne allo stesso trattamento in materia di lavoro». Una cultura, quella delle pari opportunità, difficile da radicare nelle società agro-pastorali barbaricine, ma che, comunque, sta facendo breccia a tutto vantaggio della crescita sociale. Come, appunto, a Orotelli dove l’amministrazione comunale ha vietato, nero su bianco, qualsiasi svantaggio dovuto alla differenza di genere.
Il piano individua alcuni obiettivi fondamentali che riguardano, in particolare, la partecipazione a corsi di formazione, gli orari di lavoro, l’opportunità di sviluppo della carriera professionale e la tutela dell’ambiente di lavoro da casi di molestie, mobbing e discriminazioni nei confronti delle donne. Occhio particolare anche alle commissioni di concorso dove dovrà essere sempre assicurata la presenza di una donna. Infine, il piano incastona un principio fondamentale: «Il ruolo della donna nella famiglia non costituirà mai un ostacolo nella progressione della carriera sia orizzontale, sia verticale».
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