Vittime della strada, un libro per ricordare Chiara
OLIENA. La storia di Chiara è comune, purtroppo, a molte giovani vite. Spezzate tragicamente in un incidente stradale. Sbalzate sull’asfalto, vittime della violenza di una corsa. Chiara aveva solo...
OLIENA. La storia di Chiara è comune, purtroppo, a molte giovani vite. Spezzate tragicamente in un incidente stradale. Sbalzate sull’asfalto, vittime della violenza di una corsa. Chiara aveva solo diciotto anni quando l’imprudenza di un coetaneo le fa perdere il suo bene più prezioso.
Da quel maledetto giorno, l’esistenza della sua famiglia viene sconvolta.
A tre anni dalla sua morte, il padre Giampietro Ibba tenta di ricostruire quel tragico momento, scrivendo un libro che raccoglie i dati ufficiali, le cronache dei giornali e i ricordi di quella giornata straziante. Inevitabili sono anche le riflessioni religiose, il percorso di elaborazione del lutto che si muove lentamente, diverso, in ciascun componente della famiglia. La rabbia, l’amarezza e lo sconforto, che si tramutano, ad un certo punto, in speranza.
“E poi?..Chiara lo sa”, questo è il titolo del volume. Libro che è anche la ricerca di giustizia e il disappunto nei confronti delle autorità, che non hanno fatto fino in fondo il proprio dovere, lasciando che il ragazzo responsabile dell’incidente stradale non venisse adeguatamente chiamato a rispondere delle proprie responsabilità, a causa di un cavillo burocratico.
Ciascuno di questi aspetti è stato attentamente scrutato ed analizzato in un recente incontro, fortemente voluto dal parroco don Giuseppe Mattana e da Franca Massaiu, rappresentante del Consiglio pastorale ed insegnante, incaricati, d’altra parte, dei saluti e degli interessanti contributi iniziali.
All’iniziativa, coordinata dal giornalista Paolo Matta e ospitata in una pinacoteca gremita, non è voluto mancare l’autore, accompagnato dall’intervento di una affezionata lettrice, qual è Franca Paola Zedda.
Durante l’incontro sono stati letti anche alcuni brani dell’opera. Ad interpretarli sono stati Antonello Puligheddu, Antonio Massaiu e Giuseppina Solinas. (ma.s.)
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