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Nuoro

Apparentamenti? Nessuno si schiera con i duellanti

Apparentamenti? Nessuno si schiera con i duellanti

Le altre coalizioni sconfitte domenica scorsa hanno lasciato liberi i loro elettori Candidati e sostenitori di Bianchi e Soddu stanno battendo la città palmo a palmo

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NUORO. Il termine scade oggi a mezzogiorno, ma già da qualche giorno la situazione è ben definita. Sandro Bianchi e Andrea Soddu andranno a confrotarsi al ballottaggio soltanto con le loro liste. Nessun apparentamento, neppure dell’ultima ora. Nonostante i tentativi fatti sottotraccia non direttamente dai due candidati ma da alcuni loro rappresentanti. Così, gli 8045 voti che domenica scorsa erano stati distribuiti tra gli altri quattro candidati potranno confluire da una parte o dall’altra, ma senza alcuna indicazione da parte dei leader. Domenica 14 giugno saranno tutti liberi di andare a votare secondo coscienza, oppure di andare al mare e non esprimere alcuna preferenza. 8045 voti che non dovrebbero però andare interamente dispersi visto che qualche elettore delle altre liste sconfitte ha manifestato apertamente l’intenzione di andare alle urne.

Comunque sia, a questo punto non dovrebbe cambiare nulla nella composizione del prossimo consiglio comunale se non per quanto riguarda i consiglieri delle due coalizioni che si confronteranno fino all’ultimo voto domenica prossima, anche se comunque la coalizione guidata da Sandro Bianchi raccoglierebbe un numero maggiore di consiglieri visto che domenica scorsa era arrivata a sfiorare il 38 per cento. Per il resto, tre consiglieri dovrebbero essere assegnati ai tre più votati delle cinque liste che avevano sostenuto Basilio Brodu. Due al Movimento Cinquestelle che con il candidato sindaco Tore Lai ha toccato il 12 per cento. Uno, ma forse due, alla lista di Pierluigi Saiu e uno alla lista Idea Comune di Stefano Mannironi.

Ma ora l’attenzione è tutta spostata sulla ricerca dei voti. I candidati stanno battendo la città palmo a palmo, bussando a ogni porta e parlando con la gente. Un lavoro delicato, ma di fondamentale importanza perché anche una sola preferenza può spostare l’esito del ballottaggio.

Dopo il voto di domenica scorsa, il sindaco Sandro Bianchi ha ripreso il filo del discorso amministrativo e sta seguendo con particolare attenzione l’evolversi della situazione di Testimonzos e di Pratosardo. Testimonzos è la questione più delicata visto che a scompaginare i piani dell’amministrazione, che con l’approvazione del Piano urbanistico comunale pensava di aver sistemato l’annosa criticità edilizia, è stata la magistratura. Decine e decine di ordinanze di demolizione delle case abusive del quartiere alla periferia della città arrivate nel momento clou della competizione elettorale. Un quartiere sorto dal nulla negli anni Ottanta e andato avanti tra gli abusi fino a quando con il Puc non è stata trovata la soluzione per sanare almeno in parte la situazione. Ma quelle ordinanze di demolizione pendono come una spada di Damocle sui lottisti e di conseguenza anche sull’amministrazione comunale. Il sindaco Sandro Bianchi ha invitato tutti alla calma, sostenendo che comunque con lo strumento urbanistico la maggior parte delle situazioni critiche potranno essere risolte. Lo sfidante Andrea Soddu si è limitato a monitorare la situazione e lasciato intendere che in caso di affermazione affronterà lo scottante problema e cercherò una soluzione. Comunque, Testimonzos è diventato argomento di campagna elettorale quando si pensava che almeno per questa volta i problemi urbanistici sarebbero rimasti fuori dalla competizione elettorale, visto che il Puc è stato approvato qualche mese fa dopo oltre 20 anni di attesa. Invece...

Ma altrettanto scottante è la situazione di Pratosardo. Gli operatori hanno sferrato un attacco diretto all’attuale amministrazione sostenendo che la zona industriale è stata dimenticata. Quindi, l’ultima parte della campagna elettorale si giocherà anche su questi due argomenti, di fondamentale importanza per il futuro della città.

Nel frattempo, gli amici dei due duellanti si sono messi alla ricerca di voti bipartisan. Politici di peso che stanno chiamando uno per uno i loro elettori più fidati per dare le indicazioni di voto. Manca una settimana esatta, saranno sette giorni di guerriglia. Fino a domeni ca notte quando la città avrà il nuovo sindaco. (plp)

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