La Nuova Sardegna

Nuoro

Baunei riscopre la tradizione

di Claudia Carta
Baunei riscopre la tradizione

Antichi riti nelle strade e nelle piazze del centro con la “Primavera in Ogliastra”

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BAUNEI. “Coua fae coua”. Può la scintilla di un amore nascere tra un ballo e l’altro, quando tra uomo e donna è solo puro gioco di sguardi, emozioni e sensazioni, mentre intorno impazza la gioia di una festa paesana o l’allegria di un banchetto? A Baunei sì. Lo racconta la storia. Lo raccontano quelli che oggi hanno i capelli argentati e diverse primavere sulle spalle. Lo raccontano i bambini, vestiti in velluto, bretelle e berretto, come i loro nonni. Oggi e ieri, nel paese di Golgo, è arrivata “Primavera in Ogliastra”, portando una ventata di tradizione, cultura e costume. “Sa coua baunese” veste le piazze e le strade dei colori della festa, rivive nei sapori e negli antichi riti, quando il matrimonio era cosa seria, molto oltre la vita dei singoli, unione e condivisione con un’intera comunità. Ieri è stato il giorno de “us faurigius”, i preparativi per le nozze. L’atmosfera del passato si rivive, tra le altre cose, nella preparazione del dolce tipico del matrimonio, “su cunfetu”, a base di miele, mandorle e scorza d’arancia. Altro capitolo de “sa coua baunesa” è “su mudongiu”, quando un piccolo corteo composto da sole donne, “de sa banda ‘e sa femmina”, si recano, con l’antico corredo nuziale, nella casa degli sposi per allestire la camera da letto. Lungo il tragitto, la gente di strada chiede loro per tre volte: “Anue andais?”. La risposta è sempre la stessa: “A mare plenu!”. È l’augurio di abbondanza, fortuna e felicità per i futuri sposi. È il momento dei doni offerti con “as corbes”, le corbule, ai padrini e agli sposi, poi esposte nella casa di questi ultimi. Imperdibile anche il momento de “su pletongiu”: una trattativa in chiave ironica tra i genitori degli sposi per acconsentire al matrimonio, quasi un litigare in senso figurativo, davanti a un buon fiasco di vino, una “massa” e unu “caggiu”. Oggi è a tutti gli effetti “sa die de sa festa”. Alle 11:00 il corteo nuziale, dopo aver attraversato il centro storico, farà il suo arrivo in chiesa. Nella nuova abitazione degli sposi avrà luogo prima “su cumbidu”, l’invito, successivamente “sa merenda ‘e sa coua”, il pranzo nuziale con la degustazione dei piatti tipici del matrimonio. In serata scatta “s’ora de ur ballus”, balli di gruppo a ritmo di “mutetos e trallallero”. Appuntamento imperdibile e richiamo di numerosissimi turisti, “Sa coua baunesa” unisce sapientemente la riscoperta del proprio patrimonio identitario alla valorizzazione del paese, del suo centro storico. Promuove e mette a disposizione del viandante attento, i sapori della propria arte culinaria. Solo chi saprà fermarsi un istante a osservare potrà rivivere un passato che a Baunei è un continuo presente, vissuto nella naturalezza e nella semplicità dei gesti e delle abitudini di una vita. Un’istantanea preziosa. E poi ancora le voci e le musiche del Coro polifonico maschile Montesantu e di quello femminile “Circannueu”, entrambi diretti da Gianpriamo Incollu.

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