Dipendenze, come difendersi
Ha fatto tappa anche in città il tour del progetto di prevenzione al quale collabora il SerD
NUORO. Dopo Cagliari, Carbonia Iglesias e Sassari il tour "Contro le dipendenze" fa tappa a Nuoro. E lo fa con una giornata all'insegna dello sport, della responsabilità e dell'informazione insieme a centinaia di studenti della scuola media "Maccioni". L'iniziativa, giunta alla terza edizione, è stata finanziata dalla fondazione Banco di Sardegna e organizzata dall'associazione Eventi di Sardegna, con il coordinamento di Roberto Betocchi e la collaborazione del SerD (servizio dipendenze) di Nuoro.
L'evento è stato inaugurato venerdì mattina nell'aula magna della scuola, dove la direttrice del SerD di Nuoro, Rosalba Cicalò ha incontrato gli studenti delle classi seconde e terza delle scuole medie cittadine, per affrontare i temi caldi delle dipendenze.«È necessario lanciare l'allarme tra i giovanissimi perché stiamo assistendo ad un continuo e preoccupante abbassamento dell'età di 'iniziazione' – spiega la direttrice del SerD di Nuoro – Un dramma che vede sempre più in aumento minorenni dipendenti da droghe, alcol e slot machine. Ma l'esempio parte dalla famiglia, infatti da un'indagine fatta sui 200 bambini presenti in aula oggi abbiamo rilevato che quasi il 40 per cento dei genitori di questi studenti fuma».
Un fenomeno in costante crescita e diffusione che trova proprio tra i più giovani il terreno fertile sul quale proliferare, dove alle classiche dipendenze da alcool, fumo e droga si aggiungono quelle di nuova generazione che parlano di assuefazione da smartphone, social network e gioco d'azzardo.Ma a preoccupare gli esperti sono i dati relativi al tabagismo, che ogni anno causa in Italia oltre 85 mila morti per patologie fumo- correlate e l'alcol con le sue 20 mila vittime registrate solo l'anno scorso, con un aumento progressivo del consumo tra i giovani, dove oltre il 41,9% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni beve abitualmente.
La manifestazione si è conclusa con un mini torneo di calcio a cinque organizzato dalle insegnanti di educazione fisica Patrizia Gallus e Silvia Soru, dove gli alunni muniti di t- shirt con il logo e lo slogan del progetto, si sono sfidati in un match fino all'ultimo gol per dire “no alle dipendenze”.
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