La Nuova Sardegna

Nuoro

Primo faccia a faccia tra Bianchi e Soddu

di Francesco Pirisi
Primo faccia a faccia tra Bianchi e Soddu

La Carta di Zuri e le Acli chiedono chiarimenti sui programmi e soprattutto sulle strategie per uscire dalla crisi economica

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NUORO. La campanella dell’ultima settimana per Alessandro Bianchi e Andrea Soddu suona nell’incontro di ieri nella sala della parrocchia Beata Maria Gabriella. Tra cinque giorni nel ballottaggio la città deciderà per la continuità del medico-ematologo, o per il passaggio dello scettro al giovane avvocato. La Carta di Zuri e le Acli, chiedono qualche chiarimento sui programmi e delle assicurazioni, durante il confronto a cui assistono numerosi cittadini. La maggioranza sono supporter, che applaudono per il proprio beniamino e rumoreggiano per l’avversario. I quesiti sono tuttavia sui temi sensibili. Li pongono don Pietro Borrotzu, presidente dell’associazione in Sardegna che si batte contro le povertà, e Tore Urru, a capo dell’Acli provinciale. Nuoro e il territorio della crisi sono di certo uno degli esempi emblematici.

Come uscirne chiedono gli interlocutori? Soddu scioglie di nuovo il filo della sua narrazione elettorale e presenta Nuoro come «una città da cui la gente e soprattutto i giovani vanno via, perché non vi sono opportunità, a iniziare da quelle occupazionali». La considerazione è stata – lo ripete ancora una volta – la ragione della discesa in campo nelle comunali, con una proposta di cui ribadisce gli elementi: «Oggi non possiamo più avere un piano Marshall oppure i fondi della Cassa depositi e prestiti. Le risorse debbono essere le nostre, quelle dell’ambiente e della cultura su cui progettare lo sviluppo». L’antagonista di Bianchi non fa mancare i numeri per convincere la platea delle sue ragioni: «Ci basta portare nel Nuorese un decimo del milione di turisti che arrivano in Sardegna e che spendono ogni anno 600 milioni di euro». Alessandro Bianchi, i numeri che porta sono quelli degli appalti pronti a partire, per 60 milioni: «Sono i fondi nella disponibilità del Comune per l’università, la scuola forestale, la galleria di Mughina, il centro intermodale di Pratosardo. In aggiunta a quelli spesi in questi anni per sistemare piazze, rifare 30 chilometri di strade, riaprire la sala dell’ex mercato, inaugurare il centro polifunzionale. Opere che sono il risultato di 20 anni di amministrazioni di centro-sinistra».

Per Bianchi una sicurezza, perché concretano il settore dell’edilizia, «che è da sempre il volano dell’economia». Visione dalla quale Andrea Soddu appare anni luce distante: «Se dovessimo essere eletti non butteremo a mare ciò che è stato fatto di buono. Una cosa è comunque certa questa città ha bisogno di una svolta, di rinascere, con un suo modello di sviluppo e anche con un cambio generazionale e di visione nell’amministrazione civica».

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