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Nuoro

Treni, la lunga odissea dei pendolari

Macomer, la protesta dei cittadini: «Problemi frequenti che nessuno spiega»

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MACOMER. Il ritardo è una costante, ma a volte il viaggio in treno diventa un’odissea. Per i pendolari che, per motivi di lavoro o di studio, tutti i giorni vanno in treno a Oristano sabato la situazione è diventata insostenibile. Molti, soprattutto gli studenti, rientrano col treno delle 13,30. Sabato non è partito per problemi alla linea. «Di che natura fossero non ci è stato spiegato – dicono i pendolari che protestano per i disservizi – ma si tratta di problemi che si presentano con frequenza. Se su questa linea non possono viaggiare i vecchi treni che riservano a noi pendolari, è poco pensabile che riescano a passare i treni veloci dei quali da oltre un anno è stata annunciata l’entrata in funzione». Per i pendolari che viaggiano da Macomer, sabato alla stazione di Oristano il viaggio è diventato un’odissea. L’alternativa era quella di partire alle 14,30 con l’altro treno diretto a Macomer. Cartelloni e display annunciavano la partenza, come al solito, dal terzo binario, ma il personale ha invitato i passeggeri a che avevano preso posto scendere per prendere il treno al primo binario. Primo esodo e treno gremito. «Le acciughe in scatola – raccontano i pendolari – sono meno insaccate». Poi il caos. L’altoparlante annuncia per tre volte che il treno per Macomer è in partenza dal terzo binario. Nuovo esodo con ferrovieri che rincorrono e richiamano i passeggeri a metà strada. «Questo e altri problemi – proseguono i pendolari – sono una costante di un servizio che paghiamo tutti i mesi. L’assessore regionale dice di voler puntare sulla ferrovia, ma si informi prima su come si viaggia in treno: spesso in piedi, insaccati come sardine e con finestrini aperti perché i l’aria condizionata non c’è o non funziona». (t.g.t.)

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