Casa di riposo, sono due le morti sospette
Interrogati per ore i dipendenti della residenza di via Aosta a Nuoro
NUORO. Sarebbero due le morti sospette nel dossier della Procura di Nuoro che sta indagando sui presunti gravi casi di lesioni e maltrattamenti nei confronti degli ospiti di "Residenza famiglia", la struttura privata per anziani gestita dall’associazione «Anni d’oro».
Dopo le perquisizioni della struttura e il sequestro di cartelle cliniche e documenti (a Nuoro e a Cagliari), ieri gli investigatori hanno proseguito con l’interrogatorio di altri dipendenti. Per delineare il quadro accusatorio e decidere le prossime mosse.
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«La cosa più preoccupante è quella sul fronte della sicurezza», fanno sapere gli inquirenti. Che avrebbero accertato gravi violazioni della normativa in materia. In particolare la struttura non sarebbe in regola con le certificazioni, a partire da quelle antincendio. Un altro aspetto sul quale si stanno concentrando le attenzioni degli inquirenti è quello della somministrazione dei farmaci. La residenza, infatti, non avrebbe alcuna autorizzazione per praticare le cure.
La Procura di Nuoro _ il titolare del fascicolo è il pm Giorgio Bocciarelli _ ha aperto l’inchiesta sulla casa di riposo di via Aosta un anno fa dopo che un anziano ospite della struttura era stato ricoverato all’ospedale San Francesco, con una grave ferita all’occhio e diverse fratture. L’uomo aveva riferito ai medici di essere stato picchiato proprio nella "Residenza Famiglia". A quel punto, acquisiti i referti medici, sono partite le indagini.
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