Casa di riposo, sono due le morti sospette
Interrogati per ore i dipendenti della residenza. «Gli episodi di lesioni possono essere normali nei casi di demenza»
NUORO. Sarebbero due le morti sospette nel dossier della procura di Nuoro che sta indagando sui (presunti) gravi casi di lesioni e maltrattamenti nei confronti degli ospiti di «Residenza famiglia», la struttura privata per anziani gestita dall’associazione «Anni d’oro».
Dopo le perquisizioni della struttura e il sequestro di cartelle cliniche e documenti (a Nuoro e a Cagliari), ieri gli investigatori hanno proseguito con l’interrogatorio di altri dipendenti. Per delineare il quadro accusatorio e decidere le prossime mosse.
«La cosa più preoccupante è quella sul fronte della sicurezza», fanno sapere gli inquirenti. Che avrebbero accertato gravi violazioni della normativa in materia. In particolare la struttura non sarebbe in regola con le certificazioni, a partire da quelle antincendio. Un altro aspetto sul quale si stanno concentrando le attenzioni degli inquirenti è quello della somministrazione dei farmaci. La residenza, infatti, non avrebbe alcuna autorizzazione per praticare le cure.
La procura di Nuoro (il titolare del fascicolo è il pm Giorgio Bocciarelli) ha aperto l’inchiesta sulla casa di riposo di via Aosta un anno fa dopo che un anziano ospite della struttura era stato ricoverato all’ospedale San francesco, con una grave ferita all’occhio e diverse fratture. L’uomo aveva riferito ai medici di essere stato picchiato proprio nella «Residenza Famiglia». A quel punto, acquisiti i referti medici, sono partite le indagini. Che si sono estese anche a un altro caso: qualche mese fa una signora ospite della struttura si è suicidata gettandosi da una finestra del quarto piano della casa di riposo. Sotto la lente degli inquirenti anche due morti sospette: due anziani – poi deceduti – sarebbero arrivati in ospedale completamente disidratati.
Le accuse – per il momento contro ignoti – sono di maltrattamenti, lesioni, abbandono di incapace ed esercizio abusivo della professione sanitaria. Toccherà ora all’autorità giudiziaria accertare i fatti ed eventualmente individuare i presunti responsabili dei reati.
«Non c’è alcuna persona iscritta nel registro degli indagati – precisa Francesco Carboni, l’avvocato nuorese che con il collega Massimo Macciotta difende Gianluigi Masala, il proprietario della Residenza Famiglia.
«La struttura ha piena fiducia nell’operato della magistratura ed è disponibile all’accertamento dei fatti – prosegue l’avvocato – Vorrei però sottolineare un punto importante: in questo momento non c’è alcuna imputazione nei confronti della dirigenza della struttura. Anzi, è già stata avviata un’indagine interna relativa all’anziano che ha riportato una ferita all’occhio e che avrebbe riferito ai medici del San Francesco di essere stato picchiato».
Ieri, nella residenza di via Aosta, in tanti hanno fatto visita ai parenti o ai genitori ricoverati nella struttura. Per verificare le loro condizioni. La notizia dell’avvio dell’inchiesta, infatti, ha destato molto allarme. «Oggi (ieri, ndr) ho ricevuto molti parenti dei degenti ricoverati – racconta la responsabile della residenza Rosanna Serra – Sono sorpresa dell’inchiesta avviata dalla magistratura. Io non ho mai ricevuto alcuna segnalazione né da parte degli ospiti né da parte dei familiari. È ovvio che se qualcuno alle dipendenze della struttura si fosse reso responsabile di reati gravi mi auguro che sia severamente punito. Quel che posso dire è che i pazienti sono seguiti costantemente dagli operatori e che la residenza è in possesso di tutte le certificazioni sanitarie. In ogni caso è già partita un’indagine interna».
La residenza di via Aosta ospita 37 anziani, di loro molti sono malati di Alzheimer o di Parkinson. «Gli episodi di lesioni nei confronti di persone con demenza senile sono normali in strutture come queste. Può capitare», conclude l’avvocato Francesco Carboni.
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