Da 8 mesi senz’acqua Per S’ena e sa chitta sono giorni decisivi
Siniscola, stallo dopo la cessione della rete idrica al Comune Oggi le prove tecniche di Abbanoa, ma servono altri fondi
INVIATO A SINISCOLA. Sono giorni decisivi per risolvere definitivamente il problema della mancanza d’acqua nel villaggio turistico S’ena e sa chitta, dove i rubinetti sono a secco dall’ottobre scorso in seguito alla decisione di Abbanoa di sospendere l’erogazione. Proprio stamane i tecnici del gestore dell’acqua dovrebbero effettuare un sopralluogo tecnico nel villaggio, al fine di stabilire con una prova di pressione lo stato effettivo della rete idrica e dunque “annetterla” definitivamente alla propria rete. Il problema infatti è che nell’aprile scorso, a quarant’anni dalla prima pietra del villaggio realizzato da un gruppo di cittadini nuoresi, la cooperativa che oggi riunisce 286 soci ha ceduto al Comune di Siniscola le opere di urbanizzazione realizzate a proprie spese nel corso di decenni: strade, marciapiedi, illuminazione pubblica e, appunto, le reti idrica e fognaria. Una cessione a titolo gratuito ma che ha comportato per il Comune di Siniscola l’acquisizione al proprio patrimonio di opere pubbliche valutate (dalla stessa amministrazione) in oltre un milione 700mila euro.
Sembrava il passo decisivo per risolvere il contenzioso quasi decennale proprio con Abbanoa, che a sua volta aveva firmato pochi giorni prima con il presidente della coop S’ena e sa chitta, Salvatore Pala, un accordo che prevedeva il pagamento di un milione e 250mila euro per sanare il debito pregresso, l’allaccio di ogni singola utenza alla rete di Abbanoa e ovviamente il ripristino dell’erogazione dell’acqua al più presto. Allora si pensava che la rete sarebbe stata riattivata ai primi di maggio, con l’installazione dei contatori già conclusa. Ma a tutt’oggi la situazione è ancora irrisolta.
Per quale motivo? Abbiamo visto che la cooperativa ha ceduto la rete idrica (insieme alle altre opere pubbliche) al Comune di Siniscola, il quale a sua volta ora dovrebbe cederne la gestione ad Abbanoa. Il problema è che, nonostante la perizia del Comune sostanzialmente positiva sullo stato delle opere realizzate dai soci di S’ena ’e sa chitta, il gestore dell’acqua vuole constatare lo stato della rete in prima persona, e ha già fatto sapere al Comune di Siniscola che occorreranno 700mila euro per sistemare la rete idrica e 900mila euro per quella fognaria. Una somma importante, come si può comprendere, della quale il Comune di Siniscola, per ovvie ragioni di cassa, non può e non vuole farsi carico. Su chi ricadrebbe dunque la spesa? Non direttamente su Abbanoa, che ha già i suoi problemi con le reti idriche e fognarie spesso fatiscenti o fuori legge ereditate in tutta l’isola e con i tanti morosi (circa il 20 per cento degli utenti), ma sull’ente regionale chiamato a gestire il sistema dell’acque, che sino a qualche mese fa si chiamava Autorità d’ambito territoriale (Ato) e che dal 19 maggio scorso si chiama Egas (ente di governo dell’ambito della Sardegna). Il presidente del comitato istituzionale dell’Egas è il sindaco di Nuoro Alessandro Bianchi, che aveva già ricoperto il ruolo di commissario dell’Ato per un anno e mezzo prima dello scioglimento dell’ente. L’Egas al momento non ha un proprio direttore generale che possa sbrogliare il caso (è in corso la selezione), ma la legge regionale istitutiva autorizza il presidente «ad adottare gli atti di ordinaria amministrazione urgenti ed indifferibili di competenza del direttore generale per un periodo non superiore a 45 giorni decorrenti dall'entrata in vigore della nuova legge». La soluzione per S’ena ’e sa chitta, insomma, potrebbe davvero essere dietro l’angolo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google