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Nuoro

Dopo la grandinata la conta dei danni a Sorgono e Atzara

di Giovanni Melis
Dopo la grandinata la conta dei danni a Sorgono e Atzara

Si teme per i vigneti che producono il celebre Mandrolisai I sindaci potrebbero chiedere lo stato di calamità naturale

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SORGONO. Dopo la grande tempesta è iniziata la conta dei danni a Sorgono, investita da una tempesta di grandine mai vista. Un precipitazione di inusitata violenza che ha martellato anche diverse autovetture con chicchi che raggiungevano le dimensioni di un mandarino. Un mitragliamento che ha provocato danni ad infissi e tende da esterno, oltre coperture in nylon e materiali plastici.

Ma a preoccupare maggiormente è la condizione dei vigneti in tutta l'area del Mandrolisai. In particolare nei territori di Sorgono ed Atzara verso san Mauro. In quel triangolo di terra e vigne la precipitazione è stata di particolare violenza. Danneggiati persino gli alberelli dei vitigni che hanno perso quasi tutto il fogliame. E quello rimasto pare sottoposto ad un fuoco di mitraglia. «I primi sopralluoghi – dice il responsabile del servizio territoriale del Mandrolisai di Laore Giampiero Zanda– ci hanno delineato un quadro sconfortante. La violenza della grandine ha intaccato anche le piantine, distrutto vigneti, orti e cultivar di frutta di stagione. Temiamo una grossa contrazione della produzione vinicola per questo autunno».

I sopralluoghi proseguiranno anche nel corso della settimana. Anche perché soltanto con il miglioramento delle condizioni meteo si potrà comprendere meglio quale sia il danno effettivo alle produzioni. «È presto per dare dei dati – aggiunge Giampiero Zanda – ma le previsioni non sono rosee. Serviranno alcune settimane per accertare i danni effettivi ai vigneti. Certo è che la contrazione produttiva arrecherà molti danni economici ai viticoltori, che rischiano il tracollo». Il primi cittadini monitorano la situazione. Quello di Sorgono, Giovani Arru, appena insediato, ha già chiesto informazioni sulla situazione. Stessa cosa per il collega di Atzara, Alessandro Corona. Il quale ricorda che «questa è la seconda grandinata di stagione. La prima di una decina di giorni fa è stata devastante e ha creato non pochi problemi ai nostri viticoltori. Valuteremo, dopo le stime dei coltivatori e dei tecnici di Laore ed Argea se domandare lo stato di calamità. I danni ai vigneti sono un colpo mortale ai nostri territori, che hanno una sussistenza economica legata proprio a queste piccole produzioni».

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