La Nuova Sardegna

Nuoro

Confindustria e il futuro economico della città

di Francesco Pirisi
Confindustria e il futuro economico della città

Confronto tra i due candidati sindaco su uno dei temi più delicati del territorio Bianchi ha spiegato la sua ricetta, Soddu ha criticato le scelte fatte finora

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NUORO. A tre giorni dal ballottaggio i candidati sindaco si sono confrontati nella sede della Confindustria nuorese sui problemi economici e sul futuro istituzionale della città capoluogo. Temi primari in una tra le aree più assistite d’Italia, per via della larga disoccupazione e dei numeri dei cassintegrati, che è sopra la media regionale.

Sandro Bianchi, primo cittadino che chiede la riconferma, propone la città-metropolitana, con il capoluogo storico della Barbagia al centro del nuovo assetto istituzionale, nel tempo successivo alla Provincia, almeno a quella conosciuta per 90 anni. Gli snodi che elenca sono quelli dell’ambiente (scuola forestale e monte Ortobene), della cultura: dall’università, al circuito dei musei e dei siti archeologici, che valgono anche come primo esempio di progettazione a respiro almeno circondariale. E, ancora, le soluzioni per i trasporti, con il centro intermodale di Pratosardo tra le conquiste di un settore da sempre deficitario.

Interventi e procedure che l’avvocato-sfidante Andrea Soddu e la sua proposta di amministrazione sembrano saltare a piè pari, per proporre un sistema di governo della città e della sua economia incentrato innanzitutto sull’offerta di occupazione. Certo ci sono sempre la cultura e l’ambiente in primo piano, ma sistemati all’interno di un modello di sviluppo rivoluzionario, per un comune e un territorio appetibili dai turisti, oltre che per i nuoresi partiti per cercare fortuna altrove.

Tra le critiche di Soddu al sindaco Bianchi quella di non avere intercettato in questi anni le opportunità finanziarie dell’Unione Europea. Nella frecciata al contrario, l’accusa di Sandro Bianchi ad Andrea Soddu di condurre uno schieramento improvvisato, non in grado di misurarsi sull’amministrazione quotidiana, oltre che di affidarsi a slogan mutuati dal ventennio berlusconiano, come la promessa sugli atti «dei primi 100 giorni di governo».

Visioni diverse e duelli a parte, rimangono in piedi le domande di una categoria che affolla la sede degli industriali, sotto la direzione del presidente Roberto Bornioli.

Le imprese chiedono lumi sul futuro istituzionale: «E’ importante sapere che gli uffici, con le strutture burocratiche, dalla Prefettura alla Camera di commercio, all’Asl, rimarranno in città, senza doversi spostare fuori per documenti e consulenze», spiega Bornioli. Altro aspetto è quello delle imposte: «Negli ultimi tempi le imprese sono state caricate di costi insostenibili, che in certi casi hanno portato alla chiusura delle attività. Un esempio emblematico è la tassa sui rifiuti del Comune sulle spalle degli operatori di Pratosardo, per un servizio mai assicurato».

Proprio il futuro dell’area industriale di Nuoro è stato tra gli argomenti del confronto in Confindustria: il sito perde pezzi e occupati, scesi da 2000 a 1600, anche perché manca la banda larga e una rete di collegamento stradale adeguata. E da sei anni il consorzio è commissariato.

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