La Nuova Sardegna

Nuoro

L’Iscola di Pigliaru: chance per il territorio

Il progetto prevede trasporti, web, strumenti informatici, istituti più sicuri e lezioni al pomeriggio

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NUORO. «Vogliamo che la Sardegna corra con il mondo», dice il presidente Pigliaru presentando assieme all’assessore alla Cultura Claudia Firino il progetto Iscola ai tanti amministratori comunali e docenti presenti all’auditorium dell’Isre. Un programma ambizioso, di durata triennale, che prevede l’investimento di 130 milioni di euro per il solo 2015, con possibilità di replica negli anni successivi. Con due obiettivi: combattere la dispersione scolastica, favorire nuove forme di apprendimento, risanare e rendere sicurio gli edifici scolastici, con un piano di riqualificazione che potrà prevedere anche la costruzione di nuovi istituti. Nel segno di un concetto inedito: la scuola del territorio, un passo necessario secondo il governatore per evitare lo spopolamento soprattutto nelle zone interne, e garantire pari opportunità agli studenti che non vivono nelle città e che sono in cima alle statistiche dell’abbandono scolastico. Ma le pari opportunità riguarderanno anche le disabilità e in generale le difficoltà di apprendimento. «Per la prima volta – dice Pigliaru – abbiamo molti soldi a disposizione. Faremo in modo di utilizzarli in proporzione ai problemi da affrontare, luogo per luogo». Un progetto sperimentale, hanno sottolineato presidente e assessore – introdotti dal sindaco Bianchi e dal direttore didattico Bachisio Porru – che è cosa diversa dalla riforma così discussa del governo Renzi, e che muoverà i propri passi con il contributo e i suggerimenti dei docenti. Il primo passo di Iscola (e così la slide visibile nell’omonimo sito) riguarda i trasporti, con aiuti concreti ai comuni. ai quali saranno forniti minibus e i fondi per gestirli così da favorire il trasporto degli studenti pendolari delle scuole primarie e secondarie che saranno accorpate. Proprio l’accorpamento che sta già provocando polemiche e che Pigliaru difende perché «evita le pluriclassi» e aiuta a offrire un’istruzione migliore.

Iscola prevede poi un nuovo modello di istruzione, con l’apporto di docenti qualificati (per corsi di algoritmi, per esempio), la dotazione di tablet e notebook anche per chi non potrà acquistarne uno, wifi e banda larga in tutte le scuole, che saranno aperte anche al pomeriggio. E una forte apertura alla lingua inglese. «Noi ci metteremo i soldi – dice Pigliaru rivolto agli insegnanti – voi metteteci le vostre intelligenze. (p.me.)

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