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Nuoro

«Lo Stato restituisca i terreni di Mamone»

di Bernardo Asproni
«Lo Stato restituisca i terreni di Mamone»

Michele Piras (Sel) ha presentato un’interrogazione al ministro della Giustizia: «Quell’area è del comune di Onanì»

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La Colonia penale di Mamone si estende per oltre 2300 ettari nell’agro di Onanì e circa 500 in territorio di Bitti. Sono terreni che il ministero di Giustizia considera di proprietà del demanio statale. Ed è una appartenenza datata, risalente al 1981. Il comune di Onanì, nel passato, ha tentato di recuperarne la proprietà, senza esito positivo. Adesso a riparlare delle servitù dimenticate ci hanno pensato quattro parlamentari. Il primo firmatario è Michele Piras di Sel che ha inoltrato una interrogazione al ministero della Giustizia, chiedendo il passaggio di 1000 ettari, in stato di abbandono, a favore del demanio regionale e successivamente al comune di Onanì.

«Trovo scandaloso che finora nessuno abbia dato seguito alle legittime rimostranze della amministrazione comunale», scrive Piras nella interrogazione al ministero della Giustizia. «L’area sulla quale ricade la colonia penale di Mamone è stata “sottratta” alla comunità di Onanì caratterizzata da una economia agro-pastorale– continua il parlamentare–. Questo terreno veniva sfruttato dalla popolazione per il legnatico o il pascolo».

Il comune di Onanì ha presentato un esposto al ministero della Giustizia rilevando che circa 1000 ettari di quell’area risultano inutilizzati e versano in uno stato di totale abbandono. Ma la domanda proposta dal Comune è stata rigettata il mese scorso, dal tribunale di Cagliari che ha ricosciuto la proprietà in capo al demanio dello Stato. «Eppure lo Statuto della Regione sarda – dice ancora Michele Piras– dice chiaramente che « la Regione, nell'ambito del suo territorio, succede nei beni e nei diritti patrimoniali dello Stato di natura immobiliare e in quelli demaniali, escluso il demanio marittimo» e dispone il passaggio al demanio regionale dei beni per i quali sia cessata la funzione attribuita allo Stato».

«Resta perciò da comprendere se allo stato attuale persistano nella forma e nella sostanza le ragioni di una ulteriore prosecuzione in essere di una servitù che parrebbe anacronistica, addirittura risalente al 19esimo secolo e rispetto alla quale non sono rinvenibili i documenti originali», conclude Piras.

Per tutti questi motivi il parlamentare chiede al ministero se sia ancora necessaria per il corretto andamento delle attività della colonia penale di Mamone la prosecuzione della servitù oppure se non sia il casi di valutare la sua dismissione.

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