“Pecore nere”, Paolo Clivati davanti al giudice
Combustibile irregolare, patron di Ottana Energia a giudizio Coldiretti e pastori hanno chiesto di costituirsi parte civile
NUORO. Il caso delle “pecore nere” è approdato in tribunale a due anni dall’episodio di inquinamento che tanto allarme aveva suscitato tra pastori e agricoltori, i cui animali, terreni e colture erano stati ricoperti da una coltre nera, nella piana di Ottana. Una sorta di fuliggine oleosa che si era sparsa su un’area di circa 500 ettari. Al centro dell’inchiesta della magistratura era finita la centrale di Ottana Energia, con l’amministratore unico Paolo Clivati e il direttore dell’impianto Mario Tatti. Secondo la procura di Nuoro e le perizie eseguite nel corso delle indagini per accertare la causa del fenomeno – l’inchiesta è stata condotta dal sostituto procuratore Andrea Vacca – quella polvere nera era fuoriuscita in seguito a un’esplosione avvenuta nella centrale elettrica. Era la notte del 13 aprile 2013.
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Nel palazzo di giustizia di Nuoro, davanti al giudice monocratico Tommaso Bellei si è aperto il processo a carico del patron di Ottana Energia e del responsabile tecnico dell’impianto. I due imputati, difesi dagli avvocati Basilio Brodu e Marcello Mereu, non erano presenti in aula.
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Clivati e Tatti, processati seguendo l’iter della citazione diretta a giudizio, devono difendersi dall’accusa di aver utilizzato un combustibile nuovo, non autorizzato a base di carbone e acqua (denominato Cwf), differente rispetto a quello solitamente impiegato e autorizzato (olio combustibile denominato Btz). Una sperimentazione, secondo l’accusa, eseguita senza gli accorgimenti tecnici necessari e idonei a scongiurare eventuali rischi legati all’emissione nell’atmosfera del nuovo combustibile. Le altre contestazioni riguardano la violazione dei valori limite di emissione delle sostanze.
Il fatto aveva innescato le dure proteste di pastori e agricoltori nella piana di Ottana, che lamentavano danni ai terreni, ai foraggi, agli animali. Per precauzione, erano state bloccate e sequestrate le aziende per qualche settimana, con danno economico. Al loro fianco, si era immediatamente schierata la Coldiretti Nuoro Ogliastra. Il presidente della federazione interprovinciale Simone Cualbu aveva fin da subito annunciato che l’associazione si sarebbe costituita parte civile in caso di processo. E infatti la richiesta è stata avanzata ieri in apertura dell’udienza attraverso l’avvocato Oliviero Denti. Altrettanto hanno fatto sei agricoltori e pastori con gli avvocati Gianmario Pilatu, Federico Delitala e Rita Tolu. Le richieste di costituzione di parte civile sono state contestate dai difensori dei due imputati. Sull’ammissibilità delle richieste di parte civile, il giudice si pronuncerà il 24 giugno, giorno in cui è stata fissata la nuova udienza per il processo sulle “pecore nere”.
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