La Nuova Sardegna

Nuoro

Inceneritore, mistero sul futuro

di Tito Giuseppe Tola
Inceneritore, mistero sul futuro

Macomer, lavoratori e sindacati temono lo “scippo” dell’attività destinata verso altre zone dell’isola

2 MINUTI DI LETTURA





MACOMER. Si tratta di due fatti distinti, forse neppure collegabili tra loro, ma che nel giro di un mese si parli prima della possibilità di realizzare in provincia di Sassari l’inceneritore che a Macomer non si vuole più e poi, una trentina di giorni dopo, altri pongano il problema dello smaltimento dei rifiuti di Sassari, Alghero, Porto Torres e degli altri sei comuni della zona che conferiscono alla discarica di Scala Erre, sta suscitando allarme fra i lavoratori della Tossilo, la società che gestisce l'impianto di incenerimento di Macomer. Sindacati e lavoratori guardano con preoccupazione ai due episodi e non nascondono il timore che siano i primi mattoni di un tentativo di scippo, «anche perché – dicono – l’ipotesi di realizzare l’impianto nel Sassarese non ha prodotto le stesse alzate di scudi, neppure tra quanti da quella zona sono venuti a manifestare a Macomer».

Il primo episodio che ha preoccupato i lavoratori della Tossilo è di circa un mese fa, quando in Consiglio regionale due consiglieri del Pd eletti in provincia di Sassari posero l’esigenza di realizzare comunque un nuovo impianto, nel Sassarese se non dovesse farsi a Macomer. L’altro è dei giorni scorsi e proviene dall’Irs, i cui attivisti hanno richiamato l’attenzione sul fatto che fra circa cinque anni la discarica di Scala Erre, alla quale conferiscono Sassari e gli altri comuni della zona, potrebbe non essere più in grado di contenere i rifiuti e hanno poi spiegato che la gestione dei rifiuti in Sardegna rappresenta ormai un vero problema sia per quanto riguarda la produzione sia per il loro smaltimento. Tanto è bastato per alimentare nuove preoccupazioni sul futuro dell’impianto di Macomer, ma soprattutto su ciò che dovrebbe nascere attorno allo stesso impianto: le piattaforme di differenziazione per il recupero dei materiali riciclabili che creerebbero nuovi posti di lavoro e potrebbero porre le basi di una verticalizzazione del processo di lavorazione delle materie prime provenienti dal recupero. I lavoratori e i sindacati sostengono che il revamping dell’impianto di Macchiareddu, che serve l’area di Cagliari, è stato finanziato senza che si sia levata la protesta che ha accompagnato il progetto di Tossilo. Non nascondono quindi il sospetto che nella partita di Tossilo si stia giocando il tentativo di scippare a Macomer, che finora ha fatto la parte sporca della gestione dei rifiuti della Sardegna centrale e di parte del nord dell’isola, la possibilità di creare nuovo lavoro legato al trattamento. I sindacati stanno cercando di capire come effettivamente stanno le cose. L’impianto di Macomer continua intanto a lavorare con entrambe le linee in funzione. Questo in attesa che si decida quale sarà il suo futuro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative