La Nuova Sardegna

Nuoro

Tra riti e cavalieri a Ottana è festa per Sant’Antonio

di Federico Sedda

Si ripete la tradizione che unisce il paese a Esporlatu Dopo la messa sono stati offerti vino, ciliegie e tanti dolci

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OTTANA. Un tempo, da quelle colline dominate dal castello, scendeva lei, fiera e coraggiosa, con il suo seguito reale e cavalleresco. Percorreva quella strada che lei stessa aveva ordinato di costruire per unire il centro Sardegna con il Capo di sopra: Sa ia ‘e logu. La grande Eleonora d’Arborea, dal castello del Goceano (Sa Costera), che nel 1325 passò dai Doria agli Arborea, scendeva a Ottana per visitare la cattedrale di san Nicola dove era, ed è, custodito il polittico che raffigura il vescovo Silvestro e suo padre ancora infante: Mariano IV, futuro giudice d’Arborea e conte del Goceano e, soprattutto, futuro padre di Eleonora. Si narra che, quel percorso verso la cattedrale di Ottana, dove si trova l’unico ritratto di Mariano IV, veniva fatto ogni secondo sabato di giugno, in concomitanza con la festa di sant’Antonio, che ricorre il 13 del mese. E si narra anche che gli ottanesi attendevano i cavalieri di Sa Costera, che partivano da Esporlatu, a metà del percorso per rifocillarli e ripartire insieme verso la chiesa di sant’Antonio, di fronte alla cattedrale di san Nicola. Tutto nel nome del santo taumaturgo portoghese morto il 13 giugno del 1231 in un villaggio vicino a Padova, e di Mariano IV, giudice d’Arborea e conte del Goceano, raffigurato a Ottana dal Maestro delle Tempere Francescane. Lui, ancora bambino, futuro padre della donna più famosa di Sardegna.

A unire i due paesi c’erano anche i culti religiosi dedicati al frate di Lisbona. La Cappella Palatina del castello, nel 1300, era anche la chiesa parrocchiale di Esporlatu, dedicata a sant’Antonio da Padova, mentre a Ottana c’è la chiesetta dedicata allo stesso santo. Così, culto e tradizione religiosa- popolare si sono consolidati nei secoli, trasformando quel percorso in un cordone ombelicale che unisce Esporlatu e Ottana. Lo ricorda anche lo storico Vittorio Angius quando, nel suo Dizionario, scrive che “gli esporlatesi e altri goceanini ritornando da Ottana dopo avere assistito alla festa e novena del Santo concorrono alla chiesa di San Sebastiano e fanno festa grande”. La tradizione si è ripetuta anche ieri. I cavalieri sono partiti all’alba da Esporlatu con gli stendardi medievali. A metà mattinata l’incontro con i cavalieri ottanesi partiti a loro volta con “Su Pinnone”, un antico stendardo decorato. L’incontro a “Tuccori”, nella valle del Tirso. Poi al galoppo verso Ottana. Qui i due gruppi di cavalieri sono stai accolti dal parroco, don Sebastiano Corrias, e dalle confraternite. Una processione ha attraversato il paese. Dopo la messa sono stati distribuiti a tutti i partecipanti ciliegie, vino e dolci. Tutto in onore di sant’Antonio e di Mariano IV. Culto popolare, tradizione e storia che uniscono il cuore di due paesi. Stavolta nel nome di Eleonora.

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