La Nuova Sardegna

Nuoro

Panificazione, lotta ai forni abusivi

di Tito Giuseppe Tola

Macomer, incontro con il consigliere Daniela Forma «La concorrenza sleale penalizza l’intera categoria»

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MACOMER. C’è chi rispetta tutte le regole e paga le tasse e chi invece produce il pane «in proprio» – non si sa come perché di controlli non ce ne sono – e lo vende in nero. I panificatori del Marghine e della Planargia ne hanno parlato ieri a Macomer nel corso di un incontro col consigliere regionale Daniela Forma, prima firmataria di una legge che disciplinerà il settore mettendo ordine su diversi fronti, dalla produzione della materia prima (il grano e la farina) alla vendita, dalla terra ai banchi del supermercato passando per il forno. All’incontro c’erano Caterina Fozzi, presidente provinciale della Federazione dei panificatori Confcommercio, e Gian Pietro Sechi, presidente regionale.

Quello della panificazione è un settore importante, non solo perché garantisce tutti i giorni un prodotto fresco, di qualità e indispensabile nell’alimentazione, ma anche e soprattutto perché è un’importante presenza economica e occupazionale. Solo a Macomer sono presenti tre panifici che danno lavoro a più di cinquanta addetti. Altri quattro laboratori operano nei paesi del Marghine e altrettanti in Planargia. Il settore deve però fare i conti con l’offerta abusiva. «L’abusivismo è diventato più pesante con la crisi – ha detto Caterina Fozzi –, tutti fanno pane a casa e lo vendono in giro. La concorrenza è giusta e ci deve essere, ma chi vuol produrre si deve mettere in regola. Arriva pane precotto e congelato dalla Romania e dalla Francia che ci taglia una buona fetta di quintali di produzione. Questo va venduto in modo distinto perché il consumatore lo riconosca. Noi abbiamo mille controlli, che ci stanno bene, ma devono averli tutti». La legge presentata da Dianiela Forma dà risposta a molti dei problemi posti dai panificatori. «Il settore chiede da tempo delle risposte – ha detto il consigliere regionale del Pd –, quello della panificazione è uno dei pochi settori che ancora garantisce occupazione e, se tutelato, può offrire ulteriori margini economici e occupazionali. Però è tarpato dall’abusivismo senza regole e i panifici sono oppressi da obblighi e controlli, ma non hanno tutele». La legge di Daniela Forma prevede in undici articoli più tutela per chi consuma il pane e per chi lo produce. Introdurre nuove regole di controllo della filiera, dal grano che diventa farina ai banchi del negozio dove l pane viene venduto, tutela i produttori, ma garantisce anche la qualità del prodotto a chi lo compra. Una delle norme che saranno introdotte con la nuova legge interviene sulla modalità di vendita del pane fresco rispetto al pane precotto o congelato e trattato, che andrà venduto in modo distinto in modo da non ingannare chi compra. Sarà poi introdotto l’obbligo formativo con tirocinio in azienda per chi vorrà produrre pane in modo da evitare l’improvvisazione e soprattutto la giungla dei panifici. Un’altra disposizione tutela i pani tipici sardi creando un apposito registro dei produttori e dei prodotti. Un’altra, infine, impegna la Regione a valorizzare la filiera del pane dal grano al consumatore passando per i forni che lo producono.

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