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Sette gli assessori “trombati” che non tornano in consiglio

Sette gli assessori “trombati” che non tornano in consiglio

NUORO. Signori, che trombata clamorosa! Non è bello dirlo, ma non c’è un altro termine per definire i politici che vengono fatti fuori dopo aver occupato posti di potere. In questa tornata...

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NUORO. Signori, che trombata clamorosa! Non è bello dirlo, ma non c’è un altro termine per definire i politici che vengono fatti fuori dopo aver occupato posti di potere. In questa tornata elettorale di trombati ce ne sono stati davvero tanti, ma per sette di loro la mancata elezione è davvero clamorosa.

Sette sono infatti gli assessori della giunta Bianchi che non sono riusciti a farsi eleggere e quindi a restare almeno in consiglio. Solo uno si è salvato: Leonardo Moro, vicesindaco e assessore alla Cultura con delega al Puc. E logicamente il sindaco Bianchi, che chissà se resterà sui banchi dell’opposizione oppure ritornerà a fare il medico a tempo pieno e cederà il posto al primo dei non eletti: Fabrizio Satta. Sarà lui a decidere.

Nessuna speranza invece per gli assessori che con lui hanno concluso il mandato e anche, almeno per il momento la carriera politica attiva.

Il più amareggiato è sicuramente Francesco Guccini, assessore alle Attività produttive e alla Polizia urbana. Non sono stati sufficienti i 304 voti che l’hanno portato a essere il più votato della lista di Sel, che però non ha superato lo sbarramento. Nonostante l’exploit, nella stessa lista, dell’altro assessore: Tore Daga, delega al Bilancio, che ha raccolto 201 voti.

Restano fuori anche i quattro assessori socialisti: Luca Lapia (Ambiente) con 231 preferenze, Mondino Deiara (Urbanistica) con 218, Maria Paola Demuro (Pubblica istruzione) con 143 e Cosimo Soddu (Innovazione tecnologica)con 135 voti. Brutta eslusione anche per Mario Angioi, assessore ai Servizi sociali, esponente di spicco del Pd.

I sette sono stati bocciati in parte alle urne dagli elettori e in parte dal sistema elettore. Due assessori uscenti hanno invece preferito non misurarsi con l’elettorato: Giovanni Mura del Pd che gestiva il Personale e Roberto Cadeddu ai Lavori pubblici. (plp)

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