Appalto rifiuti, le perplessità di Zente Noa sulle assunzioni
SINISCOLA. «Per quanto deplorevole e disperata, anche la guerra tra poveri presenta torti e ragioni». Si apre così il comunicato a firma del movimento Zente Nova, che individua nella regolarizzazione...
SINISCOLA. «Per quanto deplorevole e disperata, anche la guerra tra poveri presenta torti e ragioni». Si apre così il comunicato a firma del movimento Zente Nova, che individua nella regolarizzazione di alcuni lavoratori da parte di San Germano e Teknoservice, che ha in appalto il servizio di raccolta differenziata, un criterio di scelta che non segue quanto stabilito dal Ccnl. «Trattandosi di un unico capitolato – sostiene Zente Nova – non importa chi abbia assunto a tempo indeterminato tra San Germano e Tecnoservice, dovendo loro regolarizzare in primis i lavoratori più anziani, così come riportato al comma 25 dell’art. 11 del Contratto Nazionale». Lo stesso movimento, che siede nei banchi dell’opposizione, ribadisce il diritto al lavoro per tutti, ma sottolinea che è un segnale di ingiustizia non tenere conto dei diritti acquisiti, regolarizzando dei lavoratori con «scelte arbitrarie e con dinamiche delle quali non si capisce il capo e la coda». Zente Noa si domanda come mai non sia stato seguito quanto disposto dal contratto nazionale e pretende dall’amministrazione un intervento, «espressamente riportato nel contratto d’appalto» dove ce ne fossero gli estremi. Per Zente Nova si tratta di un gioco al massacro, dove spesso ad essere messi gli uni contro gli altri sono solo i lavoratori, che in egual misura, e secondo quanto nelle loro spettanze, hanno diritto alla conservazione del posto di lavoro e al miglioramento delle condizioni lavorative. Incognite anche per i lavoratori stagionali, dimezzati «sia in termini di unità che del monte ore». Per il movimento, rappresentato in Consiglio da Antonio Satta, ciò non può dipendere dalla rimodulazione dell’appalto, alla luce, poi, delle esternazioni degli assessori Marcello Dadea, Lucio Carta e Danila Pusceddu, che si ritennero soddisfatti all’indomani del nuovo accordo. (h.f.)
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