Le proposte per il trattamento alternativo dei rifiuti urbani
Il comitato “Non bruciamoci il futuro” si batte da anni contro il revamping dell’impianto di Tossilo e, con altri comitati di tutta la Sardegna, porta avanti la campagna «per la dismissione...
Il comitato “Non bruciamoci il futuro” si batte da anni contro il revamping dell’impianto di Tossilo e, con altri comitati di tutta la Sardegna, porta avanti la campagna «per la dismissione delle pratiche di incenerimento e nel sostegno a sistemi alternativi in grado di recuperare oltre il 90% della materia contenuta nei rifiuti». Nei giorni scorsi i lavoratori della Tossilo avevano lanciato l’allarme sul rischio che l’inceneritore di Macomer venisse chiuso per puntare su un nuovo impianto nel Sassarese, che si porterebbe appresso i posti di lavoro delle piattaforme per il trattamento dei rifiuti, tentativo che avrebbe sostenitori. Il comitato “Non bruciamoci il futuro” ritiene che il trattamento dei rifiuti senza bruciarli e la filiera di recupero dei materiali si possa e si debba fare a Macomer e sottolinea che «secondo l’Unione Europea, che ha adottato nuove proposte per spingere sull’economia circolare col recupero e riciclo dei materiali post consumo, l’attivazione di tali sistemi alternativi è in grado di generare 580.000 nuovi posti di lavoro». Proprio perché ritiene che la Giunta regionale stia seguendo altre strade, chiede «un intervento urgente del Consiglio affinché l’ordine del giorno votato a maggioranza venga rispettato e venga sospeso il procedimento autorizzativo dell’inceneritore di Tossilo». (t.g.t.)
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