Vetrate usate come tazebao, la Cassazione rigetta il ricorso
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SINISCOLA. Utilizzare le vetrate di un immobile come tazebao costituisce legittimo esercizio del diritto di critica. Questa la sentenza della corte di Cassazione che ha respinto la richiesta di sequestro degli immobili di Franco Atzori in via Silvio Pellico, in pieno centro a Siniscola.
L’istanza era stata presentata dal pubblico ministero Giorgio Bocciarelli dopo che, anche il giudice per le indagini preliminari del tribunale barbaricino l’aveva respinta. La quinta sezione penale della corte di Cassazione, nell’udienza del dieci giugno scorso, ha rigettato quindi il ricorso del pubblico ministero volto ad ottenere il sequestro dell’immobile dove il proprietario, aveva fatto affiggere dei manifesti dove si commenta una causa che vede contrapposto Atzori a due imprenditori del luogo. Secondo la corte di Cassazione, che conferma quanto stabilito dai giudici del tribunale collegiale di Nuoro, i manifesti sono la libera manifestazione del pensiero su fatti di rilevanza pubblica e pertanto, non contengono alcuna espressione ingiuriosa, non integrano alcun reato e costituiscono il legittimo diritto di critica. Nei manifesti affissi nelle vetrine dei locali in via Pellico, si parla di questioni legate all’utilizzo di alcune cave e abusi edilizi in zona soggetta a tutela paesaggistica. Ora i giudici della corte di Cassazione hanno dato ragione alla sua originale forma di protesta.
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