«La Regione sblocchi il Piano di rilancio»
Appello di Confindustria perché vengano stanziate le risorse necessarie e sia firmato l’accordo di programma
NUORO. La Confindustria Sardegna centrale denuncia la battuta d’arresto del Piano di rilancio del Nuorese, ancora fermo al palo dopo il susseguirsi dei tavoli tematici dei mesi scorsi, con decine di incontri che si sono svolti da febbraio ad aprile. Di fronte al silenzio della Regione, il presidente Roberto Bornioli lancia un appello all’esecutivo regionale perché dia concretezza al Piano di rilancio con la definizione delle risorse da stanziare e la firma dell’Accordo di programma. Ma l’appello dell’associazione degli industriali si estende anche ai bandi relativi ai Psl, Piani di sviluppo per le aree di crisi di Pratosardo, Siniscola, Ottana e Tossilo, e i Pia, i Piani di investimento regionali nei settori industria, artigianato e servizi: Confindustria chiede che vengano risolte le criticità registrate nell’iter e sbloccate le risorse.
«Confindustria è preoccupata per il brusco rallentamento subito dal Piano di rilancio fortemente richiesto dal territorio e condiviso dalla Regione per far ripartire un territorio in grandissima difficoltà – spiega il presidente Bornioli –. Nel corso dei tavoli tematici, avviati in seguito alla visita del presidente Pigliaru a Nuoro, il 17 dicembre 2014, il territorio ha condiviso proposte progettuali riguardanti i cinque temi chiave: infrastrutture, manifatturiero innovativo, agroalimentare, ambiente e cultura, servizi di area vasta, tra cui università e scuola forestale, e scuola. Oggi, è assolutamente urgente e prioritario che la Regione, in collaborazione con i soggetti istituzionali ed economici del territorio, stanzi le risorse necessarie per arrivare immediatamente alla firma dell’Accordo di programma. Solo così – sottolinea il presidente – è possibile rendere concreti gli impegni assunti e dare risposte ai cittadini e alle imprese, tra cui cresce il senso di sfiducia e abbandono». Ma a preoccupare sono anche le criticità registrate nell’iter dei Psl e nei Pia. «In provincia di Nuoro, tra Psl e Pia, sono 126 le imprese ammesse a finanziamento per risorse complessive pari a 24 milioni di euro», spiega Bornioli. Si tratta di piani per l’ampliamento o l’avvio di nuove attività in settori strategici (manifatturiero, agroalimentare, turismo, lapideo, energetico). «Ma – rimarca Confindustria –, a due anni dall’apertura del bando (maggio 2013), e dopo quasi sei mesi dalla pubblicazione delle graduatorie definitive (dicembre 2014), le aziende vincitrici del bando attendono ancora l’atto ufficiale della Regione che approvi il loro programma di spesa. Gli imprenditori sono sempre più scoraggiati tanto che alcuni pensano di rinunciare all’investimento». Le aziende aspettano infatti che l’Unicredit, ovvero il soggetto attuatore, concluda l’istruttoria della pratica e che la Regione emetta il decreto di concessione, senza il quale non si ha certezza sul contributo concesso. Ai ritardi si aggiungono anche le difficoltà a ottenere informazioni sullo stato di avanzamento della pratica e le incertezze sui tempi. Insomma, anche in questi bandi, stanno emergendo purtroppo le stesse criticità riscontrate nel progetto pilota di Tossilo partito nel 2010. Mentre per i piani di investimento Pia il termine per chiudere l’istruttoria da parte di Unicredit è fissato al 30 giugno, le pratiche dei Piani di sviluppo di Pratosardo, Siniscola, Tossilo e Ottana sono ancora in alto mare. «Alla luce di ciò – rilancia Bornioli –, chiediamo un forte intervento della Regione nei confronti dell’Unicredit affinché concluda rapidamente le istruttorie». (t.s.)
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