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Bitti, dopo il ciclone Cleopatra un nuovo assetto per il paese

di Paquito Farina
Bitti, dopo il ciclone Cleopatra un nuovo assetto per il paese

L’amministrazione comunale ha fatto partire i lavori per la messa in sicurezza del territorio Il sindaco Giuseppe Ciccolini: «Elaborato un progetto molto ambizioso del valore di 40 milioni»

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BITTI. «Siamo consapevoli di essere una piccola realtà locale, ma allo stesso tempo lavoriamo per dotare il nostro paese di un nuovo assetto, per garantire in maniera definitiva quella sicurezza messa a dura prova durante l'alluvione del 2013».

Esordisce così Giuseppe Ciccolini, sindaco di Bitti, paese tra i più colpiti da "Cleopatra" nel presentare il Piano Generale degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, presentato in questi giorni alla Regione, all'Agenzia del Distretto idrografico e al Genio Civile.

Il piano: «Il progetto che abbiamo elaborato in stretta collaborazione con l'assessorato ai Lavori Pubblici è molto ambizioso – ha detto Ciccolini – e si articola in diverse trance di finanziamento che complessivamente ammontano a oltre 40 milioni di euro. È frutto di un intenso lavoro di programmazione avviato subito dopo l'alluvione e che ha trovato la massima attenzione dell'assessore Paolo Maninchedda e del suo staff – ha detto –. Con grande sensibilità hanno capito l'urgenza di intervenire con tempestività, finanziando un piano che in un piccolo comune come il nostro non ha precedenti in Sardegna».

Gli interventi: Quattro milioni per opere già finanziate dalla Protezione Civile e tra gli altri i lavori già avviati di Piazza Asproni e rio Cuccureddu-via Cavallotti. Altri quattro milioni dal Ministero dell'Ambiente. «Sono per opere tra cui il ponte Murmusa e interventi nei quartieri del centro abitato – ha proseguito il sindaco di Bitti – per la messa in sicurezza delle pareti franose. Lavori finanziati e il Comune già delegato per l'esecuzione».

Gallerie sotterranee: Merita particolare attenzione la realizzazione delle gallerie idrauliche che incideranno complessivamente per ventiquattro milioni di euro.

«La Regione ha condiviso in pieno l'originaria strategia d'intervento da noi predisposta – ha continuato il primo cittadino – e l’ ha inserita tra le opere da finanziare con il mutuo di settecento milioni di euro acceso di recente. Parte dei costi verrà coperta anche dai fondi provenienti dal plafon di "Italia Sicura”; sarà un'opera di alta ingegneria idraulica, la prima del genere in Sardegna».

Cuore del problema: Deviare i due principali corsi d'acqua sotterranei - rio Giordano e rio Cuccureddu- è in effetti il nocciolo intorno al quale ruota tutta la mitigazione del rischio idrogeologico di Bitti.

«È la chiave di tutto – ha sottolineato Giuseppe Ciccolini – il problema che più di ogni altro ha inciso nell’alluvione del 2013. Su questo aspetto infatti abbiamo concentrato la maggior attenzione. L’intervento più consistente riguarderà la deviazione del rio Giordano verso la direttrice di Onanì, una galleria sotterranea di cinque metri di diametro; di tre metri sarà invece quella che interessa il corso del rio Cuccureddu, indirizzandone il deflusso verso il rio Grestales».

Bitti cantiere aperto: Con l’avvio dei lavori, da diverse settimane nel centro abitato si respira un’aria di “cantiere aperto”, aspetto che si intensificherà man mano che partiranno gli altri. «Siamo consapevoli che tutto ciò possa anche causare disagi ai residenti – ha concluso il primo cittadino – ma ripeto, è in discussione la nostra stessa sicurezza, un nuovo assetto sotterraneo dell'intero paese che ci salvaguarderà definitivamente da ulteriori rischi idrogeologici. Credo che tutto ciò valga un po’ di pazienza in più».

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