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Nuoro

Scritte razziste nella notte contro l’arrivo di migranti

di Tito Giuseppe Tola
Scritte razziste nella notte contro l’arrivo di migranti

Macomer, il blitz in concomitanza con il dibattito sull’utilizzo del carcere Condanna da parte del sindaco Antonio Succu e di altre forze politiche

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MACOMER. Scritte xenofobe e razziste sono comparse sui muri di alcune zone dell'abitato di Macomer. Gli autori hanno agito durante la notte muniti di bombolette, con le quali hanno scritto di tutto a Santa Maria in prossimità della chiesa, nel centro storico vicino al campo di calcetto e a Bonu Trau, in prossimità della caserma dei militari. Gran parte sono state cancellate.

Ad alimentare le iniziative razziste contribuisce il dibattito sull'ipotesi, contenuta in un documento riservato del governo della quale ha dato notizia il deputato di Unidos, Mauro Pili, che da 300 a 400 migranti potrebbero essere sistemati a Macomer nel carcere dismesso. Macomer non è razzista, e lo dimostra il fatto che in città vivono più di duecento stranieri, molti dei quali extracomunitari, ma episodi come questi non sono una novità.

Di tanto in tanto scritte xenofobe compaiono un po' dovunque, talvolta anche su muri di edifici pubblici pitturati da poco, come nel caso del museo archeologico dove sarà necessario ridipingere la facciata. In molti le hanno bollate come l'iniziativa di gruppi isolati e atti di vandalismo.

Il sindaco, Antonio Succu, ha precisato che il Comune ha solo di notizie di stampa e nessuna comunicazione ufficiale sull'uso del carcere e sull'ipotesi di traferire un certo numero di migranti a Macomer.

Poi si sofferma sulle scritte razziste. «Voglio ricordare che la xenofobia storicamente ha solo portato disgrazie immani e arretramento sociale e culturale – ha scritto in una nota –. Probabilmente l'arrivo di migranti, specie nella fascia di popolazione più in difficoltà, può suscitare resistenze e sentimenti avversi, magari timore di competizione sulla povertà e preoccupazioni per la sicurezza sulle fasce più abbienti, ma altre realtà insegnano che la presenza di immigrati rafforza e non riduce la potenzialità economica e produttiva dei territori. Coniugare solidarietà e dignità in un contesto di governo trasparente e ordinato di risorse umane e finanziarie, porterà solo benefici alla nostra comunità».

Sugli stessi temi sono intervenuti nei giorni scorsi il segretario dei Giovani Pd di Macomer, Daniele Nieddu, e il portavoce del Movimento Forza Italia Macomer, Gabriele Mura per precisare che «parlare di inclusione sociale, solidarietà e dignità e allo stesso tempo chiudere le porte a chi scappa da guerra, malattie, fame e miseria non è proprio quello che ci si attende in una società civile» e affermando che utilizzare la ex casa circondariale per l'accoglienza dei migranti sarebbe «l’unica soluzione per dare nuova vita al carcere e dignità a una struttura che salverebbe centinaia di vite».

Di diverso avviso Gabriele Mura, il quale sostiene che «il tentativo di usare la Sardegna come enorme campo profughi in mezzo al Mediterraneo va rispedito al mittente» precisando inoltre che «le cifre di cui parla il deputato Mauro Pili sono incredibili: dai 300 ai 400 immigrati in una città di 10 mila anime, che già ospita oltre 200 persone di varie nazionalità ben integrate e che non hanno mai creato particolari problemi. Ciò porterebbe la percentuale di immigrati di colpo dal 2 al 6% della popolazione, un più 200% e sarebbe una vera e propria invasione».

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