L’arte dei detenuti in aiuto della Pediatria
NUORO. «È davvero curioso come certe iniziative, come per magia, riescano ad abbattere muri e cancelli, facendoci sentire insieme a voi». È la voce di due detenuti di Badu ’e Carros, artisti nascosti...
NUORO. «È davvero curioso come certe iniziative, come per magia, riescano ad abbattere muri e cancelli, facendoci sentire insieme a voi». È la voce di due detenuti di Badu ’e Carros, artisti nascosti che ora mettono in mostra 30 opere. In mostra per aiutare il reparto di Pediatria del San Francesco. «L’iniziativa è scaturita dall’idea di un detenuto – spiega il cappellano del carcere Giampaolo Muresu – che sognava di poter regalare all’ospedale nuorese un’incubatrice neonatale». Un impegno proibitivo, in realtà, visti i costi del dispositivo medico. L’idea ha comunque spiegato le vele approdando in questa esposizione, “L’arte nascosta”, inaugurata ieri mattina nel salone L’Ortobene, in piazza Vittorio Emanuele (chiuderà domani sera alle 20,30). Una iniziativa andata in porto grazie al sostegno della direttrice del penitenziario nuorese Carla Ciavarella, della polizia penitenziaria e dell’area educativa, del Garante dei detenuti Gianfranco Oppo, del cappellano don Muresu e dell’associazione diocesana “16670 Massimiliano Kolbe”. Presenti in sala, ieri, anche il direttore del settimanale L’Ortobene Michele Tatti e l’amministratore don Giovanni Carta, il magistrato di sorveglianza Adriana Carta, il primario della Pediatria Antonio Cualbu e il gallerista Tonino Bonamici (che ha dato un contributo fondamentale per la riuscita dell’evento). «Per noi sarebbe davvero una grande soddisfazione se questa iniziativa andasse oltre quelle che sono le nostre aspettative – scrivono i due detenuti-artisti –: con la vendita di tutti i dipinti, dare sostegno, un piccolo aiuto a chi ne ha davvero bisogno». (l.p.)
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