Pecore nere a Ottana, il giudice monocratico ammette le parti civili
NUORO. Il giudice monocratico Tommaso Bellei ieri mattina ha sciolto la riserva e accolto le istanze di costituzione di parte civile nel processo sul caso delle “pecore nere” nella piana di Ottana,...
NUORO. Il giudice monocratico Tommaso Bellei ieri mattina ha sciolto la riserva e accolto le istanze di costituzione di parte civile nel processo sul caso delle “pecore nere” nella piana di Ottana, che vede sul banco degli imputati il patron di Ottana Polimeri, Paolo Clivati (difeso dall’avvocato Marcello Mereu) e il direttore dell’impianto, Mario Tatti (difeso dall’avvocato Basilio Brodu), accusati di aver utilizzato un combustibile nuovo, non autorizzato a base di carbone e acqua (denominato Cwf).
Così, alle 13 di ieri il giudice ha ammesso come parti offese la Coldiretti Nuoro Ogliastra rappresentata dall’avvocato Oliviero Denti e, a seguire, sei agricoltori e pastori rappresentati invece dagli avvocati Rita Tolu, Gianmario Pilatu e Federico Delitala.
Nel corso della prossima udienza, fissata per il 12 novembre, verranno sentiti 13 testi del pubblico ministero Andrea Vacca, tra, sindaci, funzionari dell’Asl e ufficiali di polizia giudiziaria che si occuparono dell'inchiesta aperta dopo che, il 14 aprile 2013, nella piana di Ottana si verificò un’esplosione dalla centrale elettrica che provocò una fuoriuscita di sostanze inquinanti su un’area di circa cinquecento metri. Molti ovini della zona vennero ricoperti di una sostanza nera, simile al toner delle fotocopiatrici, e così vaste aree delle campagne. Ebbene, secondo l’accusa e in base alle perizie effettuate nel corso delle indagini, nella centrale elettrica di Ottana Energia venne utilizzato un combustibile nuovo, diverso da quello autorizzato e impiegato solitamente.
Una sperimentazione, secondo l’accusa, eseguita senza gli accorgimenti tecnici necessari e idonei a scongiurare eventuali rischi legati all’emissione nell’atmosfera del nuovo combustibile.
Altre contestazioni a carico dei due imputati, riguardano l’inquinamento atmosferico, dovuto al superamento del limite massimo di emissione delle sostanze inquinanti e il getto pericoloso di cose, reato che si configura per aver immesso nell'aria e nei terreni sostanze inquinanti.
Si annuncia un processo a suon di perizie e consulenze per dimostrare l’innocenza dei due imputati che da subito esclusero qualsiasi legame tra le pecore nere e la fabbrica. (k.s.)
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