Ottana, la chimica verde per rilanciare l’industria
Paolo Maninchedda: «È la strada giusta per risolvere la crisi del centro Sardegna» Fondamentale costituire un tavolo regionale per dare risposte ai lavoratori
OTTANA. «Per risolvere la crisi di Ottana la strada giusta è quella della cimica verde, ma occorre un tavolo specifico regionale che dia risposte a tutte le problematiche a partire dall’energia per finire con le proposte di diversificazione fatte dal comune di Ottana». Parole dell’assessore regionale ai Lavori pubblici, Paolo Maninchedda che, oltre a definire il percorso messo a punto dalla Regione per trovare una soluzione alla crisi dei tessili, parla anche delle problematiche relative all’area industriale di Ottana e del percorso strategico in grado di rivitalizzare il sistema produttivo del centro Sardegna. «Avviata a soluzione la crisi dei tessili, anche se occorrerà vigilare per capire se il sistema funziona – osserva l’assessore – ora occorre focalizzare le attenzioni su Ottana, il piccolo centro in cui si concentrano le tre crisi di energia, tessile e chimica».
La domanda a cui, secondo Maninchedda, occorre dare una risposta, riguarda la scelta strategica per il futuro di Ottana e, in particolare, se occorre puntare sulla chimica tradizionale o su quella biologica. Per l’esponente della giunta Pigliaru non ci sono dubbi: la strada giusta è quella della chimica verde, ma non necessariamente quella percorsa a Porto Torres con Matrica. E, qui, l’assessore regionale di Macomer, manda qualche frecciatina al sindacato. «Una parte del sindacato – sottolinea – ha spinto in questi mesi perché si riprendesse con la chimica tradizionale». La linea, insomma, del paraxilene e del pet per ricostruire la vecchia filiera della chimica sarda, magari alimentata da energia sostenibile. Un capitolo chiuso. «Questo percorso – sostiene, infatti, Maninchedda – è stato scandagliato senza successo». Occorre, dunque, cercare altre strade. E quella della chimica verde sembra la più percorribile, insieme a un percorso alternativo che veda in campo progetti di diversificazione produttiva, quali appunto quelli proposti dal comune di Ottana con il progetto “Serras” per gli ex Legler. «La vera scelta strategica – sottolinea l’assessore – è la chimica verde, da sviluppare secondo un percorso diverso da quello di Matrica. Una strategia, peraltro, già proposta dall’azienda che, a suo tempo, aveva proposto anche una piattaforma di riciclo e di riuso della plastica, chiedendo alla Regione non incentivi, ma stabilità delle condizioni amministrative pattuite». Nella prospettiva di rilancio, secondo Maninchedda, occorre tenere conto anche del progetto del Comune che «ha sempre avanzato la proposta di cominciare a diversificare con la possibilità di impiantare delle serre, posto che l’azienda energetica (Ottana Energia del gruppo Clivati, ndr) aveva dato e confermato la propria disponibilità a fornire il vapore gratuitamente». Tutto fattibile, perché oggi ci sono gli strumenti di formazione e di inserimento dei lavoratori a costo zero. Rimangono, però, alcune risposte da dare. «Chi si occupa di fare incontrare le imprese, il Comune e i lavoratori? Chi conteggia i conti per l’infrastruttura di collegamento tra l’impianto energetico e le serre?». Le risposte al tavolo regionale.
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