La Nuova Sardegna

Nuoro

Il Comune risolve il caso degli usi civici di Macomer

di Tito Giuseppe Tola
Il Comune risolve il caso degli usi civici di Macomer

Erano stati venduti dall’ente locale a privati benché gravati da diritti pubblici Un’anomalia che si trascina da decenni, avviata la procedura di sclassificazione

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MACOMER. Il comune chiude la partita dei terreni gravati da uso civico venduti a privati tra i primi degli anni Trenta (si iniziò a vendere nel 1931) e gli inizi degli anni Settanta (l’ultimo lotto è stato venduto nel 1973). Nei giorni scorsi la giunta comunale ha approvato la stima dei terreni in base alla quale si procederà alla stipula di un atto pubblico di vendita che chiuderà una partita che va avanti, per i primi lotti venduti, da oltre ottant’anni. In molti casi i vecchi proprietari, quelli che acquistarono in buona fede dal comune con scritture private redatte dai segretari comunali, sono scomparsi da tempo. Rimangono gli eredi, che non possono vendere le case costruite su terreni che non risultano di loro proprietà e neppure ristrutturarle perché le regole edilizie non lo consentono. Ora si chiude e si mette in regola una partita complessa alla quale si è cercato di mettere mano in più occasioni ma senza riuscirci.

Regolarizzare le posizioni avrà un costo, a partire da quello del terreno, che non significa doverlo ripagare per il suo valore in quanto le stime fissano prezzi simbolici. A queste si sommano le spese notarili e le tasse. L’operazione consente di perfezionare il quadro della proprietà dei beni che finora era collocato in una sorta di limbo (possesso pieno del bene che però non è piena proprietà). Nella relazione dell’ufficio tecnico sono spiegate le ragioni per le quali si è proceduto alla stima dei terreni. «Lo scopo di questa stima – si legge – è quello di attribuire un valore alle aree in oggetto al fine di determinare l’indennità per il passaggio del diritto di proprietà ai possessori dei fondi». Si chiude dunque la fase del possesso senza titolo e la vicenda dei terreni a uso civico che dovevano rimanere pascoli e sui quali è invece crescita una parte della città. Nella stima si identificano due tipologie di terreni, quelli «non più soggetti al diritto dell’uso civico, ceduti dietro corrispettivo di denaro o permuta ed edificati» e quelli «ceduti senza corrispettivo di denaro o permuta ed edificati». Per i primi il valore stimato è di un euro a metro quadro, per gli altri di 8,76 euro a metro. La procedura di sclassificazione degli usi civici (per essere precisi, si tratta di una specie di permuta) è stata avviata dall’amministrazione comunale di Macomer con una delibera del consiglio del 25 novembre 2013 che trasferiva i diritti di uso civico delle aree di Coronas, di alcune parti dell’abitato e della ex scuola agraria di Bara ad altri terreni comunali nella zona di Scalarba. Il procedimento si è concluso il 10 settembre 2014 con una determinazione di Argea. La zona di Coronas è quella più popolata ed è delimitata dalle vie Leopardi e Vittorio Veneto e via IV Novembre e via Monte Grappa comprendendo anche via Piave, vico e via Pascoli. Il via Sicilia sono invece interessate le aree a destra dopo la rotatoria e quelle a sinistra dopo l’autorimessa del comune.

A Bonu Trau gli usci civici coprivano una fascia in zona B3 e B5 che costeggia in parte viale Gramsci all’incrocio con via Lanusei e sul tato opposto taglia le vie Oristano, Olbia e Ozieri. In via Cottolengo interessa una piccola parte del Girasole e in viale Sant’Antonio una piccola parte del complesso di fronte all’Itc Satta e delle case popolari all’incrocio con via Umbria.

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