Cantieri verdi, nuova annualità
Macomer, boccata d’ossigeno per ottanta operai impegnati nella riforestazione di alcune aree
MACOMER. Con l’individuazione delle aree boschive del comune che saranno interessate dagli interventi di riforestazione, tutela e manutenzione del verde sono state poste le basi per l’avvio di una nuova annualità dei cantieri verdi nei quali 81 operai troveranno lavoro a turno per un periodo di quattro mesi. Questo consentirà loro di beneficiare dell’indennità di disoccupazione. Col nuovo cantiere proseguirà la manutenzione del bosco sul monte Sant’Antonio, ma si interverrà anche nel parco urbano della pineta Albano, dove si eseguiranno lavori di potatura e manutenzione. Nei giorni scorsi è stata approvata dalla giunta comunale la perimetrazione delle aree sulle quali saranno eseguiti gli interventi. L’annualità del prossimo cantiere è quella del 2013 per la quale la Regione ha assegnato al comune di Macomer 850 mila euro. L’amministrazione comunale si farà carico di una quota del costo del cantiere pari al dieci per cento. La compartecipazione del comune consente di ottenere il contributo in forma permanente. A carico dell’ente sarà quindi una contribuzione di 85 mila euro. La compartecipazione al’investimento ha permesso al comune di Macomer di ottenere il finanziamento dei cantieri verdi per la quinta annualità consecutiva. Le risorse del finanziamento regionale sono state così ripartite: 110.500 per spese acquisto materiali e attrezzature varie, noli e altro, 680.000 per spese relative al personale impegnato nel cantiere e 59.500 per spese tecniche di progettazione. La superficie complessiva interessata dai cantieri è di oltre 107 ettari, per la gran parte situati nell’area boschiva del monte di Macomer. Parte della spesa è stata destinata alla realizzazione delle fasce parafuoco, molto utili per evitare che gli incendi causino danni al bosco. A Macomer con i cantieri verdi sono stati creati dal nulla 81 posti di lavoro e complessivamente un centinaio negli altri tre comuni. Nel Marghine sono circa 200 posti di lavoro in più in un momento in cui la crisi industriale ha creato solo disoccupati.
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