Tossilo, la giunta regionale sceglie l’incenerimento
Macomer, delusione e critiche da parte del Comitato “Non bruciamoci il futuro” «L’assessorato all’Ambiente non ha tenuto conto delle scelte del Consiglio»
MACOMER. La Regione ha pubblicato l’atto di indirizzo per l’aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti nel quale recepisce il progetto di revamping dell’inceneritore di Tossilo continuando con l’incenerimento come soluzione del problema rifiuti. Delusione del comitato “Non bruciamoci il futuro” che in un comunicato sottolinea l’atteggiamento dell’assessore all’Ambiente e della giunta regionale che non tiene conto delle indicazioni del Consiglio in materia di politiche dei rifiuti e di tutela della salute delle popolazioni che risiedono in prossimità dell’inceneritore di Tossilo. «Così si salva l’esistente – si legge nel comunicato – e si continua a perseguire la politica dell’incenerimento». La delibera di giunta con gli indirizzi per l’aggiornamento del piano rifiuti è del 17 giugno, ma è stata pubblicata solo nei giorni scorsi. Per quanto riguarda Tossilo, il riferimento è nella parte iniziale della delibera dove si pone «l’esigenza di adeguare il quadro impiantistico regionale» del quale l’inceneritore di Macomer è una parte importante, e nelle parti dove si fa cenno al recupero energetico. Al comitato “Non bruciamoci il futuro” non è piaciuto. «È un provvedimento – scrive – che attendevamo e che auspicavamo potesse prendere in considerazione la sospensione del procedimento autorizzativo dell’inceneritore di Tossilo, in attesa dell’aggiornamento del piano, e allo stesso tempo potesse dare risposte adeguate all’ordine del giorno del Consiglio regionale che il 13 maggio aveva impegnato la Giunta “a porre in essere l’aggiornamento del Piano regionale sulla gestione dei rifiuti e la verifica puntuale dello stato di salute della popolazione del Marghine e del suo territorio, prima di altri interventi in materia di rifiuti, compresi i provvedimenti su Tossilo”». Poi spiega i motivi del dissenso. «L’atto di indirizzo mette al sicuro l’esistente, Tossilo compreso, riproponendo uno schema vecchio, sempre più sbilanciato a favore degli inceneritori, dove vengono capovolte le gerarchie sulla gestione dei rifiuti stabilite dall’Unione Europea, in quanto viene data priorità alla gestione delle discariche e all’incenerimento dei rifiuti piuttosto che al riciclo e recupero di materia, come nella vicenda di Tossilo».
Il comunicato conclude sottolineando che l’atto di indirizzo viola il diritto dei cittadini a partecipare all’elaborazione di piani e programmi in materia ambientale come previsto dalle norme nazionali ed europee.
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