La Nuova Sardegna

Nuoro

Ottana Polimeri: «Nessun tabù verso la chimica verde»

di Federico Sedda

OTTANA. Da una parte l’assessore regionale Paolo Maninchedda, dall’altra la Cgil, in mezzo la Cisl. Le prospettive della chimica verde continuano ad alimentare il dibattito sul futuro di Ottana...

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OTTANA. Da una parte l’assessore regionale Paolo Maninchedda, dall’altra la Cgil, in mezzo la Cisl. Le prospettive della chimica verde continuano ad alimentare il dibattito sul futuro di Ottana Polimeri. E anche le polemiche. Con qualche distinguo, neppure tanto velato, all’interno degli stessi sindacati nuoresi. A fare scattare il botta e risposta era stato l’assessore regionale ai Lavori pubblici della giunta Pigliaru, che, nell’ambito delle strategie da mettere in campo sul futuro dell’industria di Ottana, in crisi di astinenza da lavoro da oltre un anno e mezzo, aveva sostenuto la necessità di passare, fin da subito, dalla chimica tradizionale del pet a quella verde del biopolimero. Immediata la reazione della Cgil che aveva ribattuto sulla necessità di insistere ancora sul rilancio della filiera del pet (plastica per bottiglie), coinvolgendo l’Eni per abbattere i costi del paraxilene, materia prima per Ottana Polimeri. A fare sentire la propria voce su questo argomento a dir poco scottante è ora la Cisl nuorese, che, in una nota congiunta del segretario generale, Michele Fele, e del segretario di categoria, Katy Contini, cerca di buttare acqua sul fuoco della polemica, aprendo, però, le porte alla chimica verde e al percorso strategico tracciato da Paolo Maninchedda. «Nella situazione di profonda crisi in cui versa l’area industriale di Ottana – fanno presente i due sindacalisti – non possiamo permetterci il lusso di uno scontro politico che non porta da nessuna parte». Questo, tuttavia, non significa, per la Cisl nuorese, che, alla luce «delle vaghe promesse» ottenute finora sul futuro di Ottana Polimeri, non bisogna fermarsi a riflettere. Anzi: se necessario, non bisogna avere paura di cambiare rotta. Lasciando da parte la strategia del rilancio del pet per passare al biopolimero, ossia alla chimica verde. «Dopo l’intervento dell’assessore Maninchedda, uno del territorio e non certamente di secondo piano nella giunta regionale – precisano i due leader della Cisl – viene spontaneo chiedersi se il percorso fatto unitariamente da Cgil, Cisl e Uil necessita una rivisitazione oppure se bisogna continuare all’infinito con la chimica tradizionale fino alla scadenza degli ammortizzatori sociali per i lavoratori di Ottana Polimeri senza che la giunta regionale batta un chiodo sul versante Eni». Un punto cruciale e finora dolente, quello dell’Eni, che, tuttavia, non può impedire di percorrere altre strade. A partire dalla chimica verde. «C’è da presumere – sottolineano Fele e Contini – che Maninchedda, che parla da un osservatorio privilegiato, ne sappia più di noi sull’impossibilità o sulla debolezza della Regione nei confronti dell’Eni per farlo confluire sul progetto Versalis-Saras-Ottana. Se così fosse, il cosiddetto piano B o biopolimero, momentaneamente accantonato, sarebbe il caso che venga preso in seria considerazione». Anche perché il sindacato non può essere «organizzazione di divieti». Anzi: «Non deve avere paura del nuovo perché la chimica verde è una nuova frontiera da esplorare da parte di chi vuole battersi per lo sviluppo industriale».

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