La Nuova Sardegna

Nuoro

Chimica verde, il futuro di Ottana

di Federico Sedda

L’assessore regionale Maninchedda: «Ho sempre sostenuto la conversione a gas della centrale»

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OTTANA. All’indomani delle critiche della Cgil nuorese sulla chimica verde e dell’ex sindaco di Ottana, Gian Paolo Marras, contrario all’uso del vapore della centrale elettrica di Ottana Energia per alimentare il progetto Serras sull’agroalimentare, l’assessore regionale ai Lavori pubblici, Paolo Maninchedda, riconferma le sue posizioni su entrambe le questioni. Anzi, come sostiene in una nota, le esplicita in modo ancora più forte respingendo le accuse al mittente. «Ottana – fa sapere l’esponente della giunta Pigliaru – non ha alcun futuro se rimane ancorata alla chimica tradizionale e se la centrale continua a bruciare olio di palma. Non solo non ha futuro – rincara l’assessore di Macomer –, ma non è neanche difendibile. Per quanto riguarda la centrale, invece, ho sempre sostenuto di essere favorevole alla sua conversione a gas».

A fare scattare la polemica era stato lo stesso Maninchedda, che, nell’ambito delle strategie da mettere in campo sul futuro dell’industria di Ottana, la cui azienda principale, Ottana Polimeri del gruppo Clivati-Indorama, è chiusa da oltre un anno e mezzo, aveva sostenuto la necessità di passare, fin da subito, dalla chimica tradizionale del pet (plastica per bottiglie) a quella verde del biopolimero. Per dare un futuro al progetto Serras, proposto dal comune di Ottana per reinserire al lavoro gli ex tessili della Legler, l’assessore regionale ai Lavori pubblici aveva, invece, indicato l’uso gratuito del vapore di Ottana Energia per riscaldare le serre.

Immediata, su questo punto, la reazione dell’ex sindaco, Gian Paolo Marras, che aveva mandato a dire a Paolo Manichedda di essere contrario all’uso del vapore generato da olio btz dell’azienda di Paolo Clivati perché il progetto Serras è in grado di autoalimentarsi con l’energia pulita del termodinamico. La proposta della chimica verde aveva, invece, suscitato la levata di scudi della Cgil che aveva ribadito la necessità di insistere sul rilancio della filiera del pet (plastica per bottiglie), coinvolgendo l’Eni per abbattere i costi del paraxilene, materia prima per Ottana Polimeri. Su questo argomento aveva detto la sua anche la Cisl, mettendo in campo una posizione più mediata rispetto alla Cgil, aprendo la porta alla chimica verde quale nuova frontiera per il futuro di Ottana. Posizioni diverse e diversificate sulle quali Maninchedda ribatte ora punto su punto.

«Il futuro di Ottana – fa sapere l’assessore ai Lavori pubblici – è nella conversione della centrale al gas, nell’innovazione delle regole del mercato elettrico, nell’inserimento del sito nelle politiche di sostenibilità ambientale, nella costruzione di una filiera verde dalla pianta al biopolimero e, infine, nell’avvio di misure di welfare attivo, quali i cantieri verdi per accompagnare il processo di riconversione. Amici come prima con la Cgil – conclude drastico l’assessore del Marghine – ma io la penso così». Capitolo a parte per la replica all’ex sindaco Marras. Per certi versi più dura rispetto a quella riservata alla Cgil.

«Respingo con fermezza – sottolinea Maninchedda – che si insinui che la mia proposta abbia come obiettivo quello di tenere aperta la centrale alimentata a olio combustibile btz. Capisco anche le guerre senza fine, ma non l’insinuazione». Gian Paolo Marras, aveva, infatti, fatto trapelare l’idea che il vapore della centrale elettrica potesse servire, alla fine, per mantenere in vita l’attuale alimentazione a olio btz di Ottana Energia. «Sostengo la conversione a gas della centrale – ribadisce Maninchedda – e difendo da solo la chimica verde». Sarà questa la strada giusta per il rilancio di Ottana? La risposta al tavolo tecnico convocato dalla Regione per l’8 luglio prossimo.

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