Siniscola, denunciati due venditori di cocco
I carabinieri li sanzionano a Berchida e a Capo Comino: insieme ad altri non avevano alcun permesso
SINISCOLA. Anche due venditori di “Cocco Bello” non in regola con i permessi amministrativi di vendita nelle spiagge, sono finiti nella rete tesa dai carabinieri della compagnia di Siniscola guidati dal capitano Andrea Senes per scoraggiare il fenomeno dell’abusivismo commerciale e della contraffazione che rappresentano una turbativa all’economia legale. I due venditori di cocco sono stati sanzionati nelle spiagge di Berchida e Bidderosa. Un fenomeno che sta assumendo proporzioni allarmanti e va a incidere negativamente sulla libera e corretta concorrenza, arrecando danni agli operatori commerciali. Motivi questi, che hanno portato negli ultimi tempi ad un massiccio controllo delle spiagge.
I carabinieri della compagnia e gli agenti della polizia municipale di Siniscola, stanno svolgendo, in maniera congiunta, servizi di contrasto e repressione del commercio abusivo nei tanti chilometri di spiagge del centro baroniese e negli ultimi giorni sono stati controllati numerosissimi venditori ambulanti, non solo cittadini extracomunitari ma anche diversi italiani, molti dei quali non in regola con la vigente normativa. Solo in quest’ultimo week-end, otto persone di cui due pakistani, quattro senegalesi e due italiani, sono stati sanzionati ai sensi della legge regionale del maggio 2006, in quanto responsabili di vendita ambulante su area demaniale senza la prescritta autorizzazione, poiché privi dei permessi alla vendita. Oltre ai soliti extracomunitari, questa volta il servizio congiunto di carabinieri e vigili, ha permesso anche di sanzionare due italiani, entrambi venditori di noci di cocco in spiaggia che dovranno pagare una pesante contravvenzione di 5mila euro ciascuno. Altri due senegalesi sono stati invece denunciati a piede libero poiché sorpresi con articoli con marchi contraffatti e destinati alla vendita abusiva.
Durante l’operazione, sono stati sequestrati migliaia di articoli tra teli, occhiali da sole, borse ed altro materiale, elevando contravvenzioni ai trasgressori per un totale di oltre quarantamila euro. I carabinieri, indagano anche per scoprire se dietro il mercato dei venditori di cocco, si nascondano eventuali sfruttamenti così come era stato evidenziato in trasmissioni televisive a livello nazionale.
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