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Caso profughi, il sindaco: «L’incertezza è sovrana»

OLZAI. La gestione dei gruppi extracomunitari tocca sempre di più la quotidianità degli amministratori comunali, ma senza che ci siano norme e strumenti per poter intervenire. La denuncia arriva dal...

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OLZAI. La gestione dei gruppi extracomunitari tocca sempre di più la quotidianità degli amministratori comunali, ma senza che ci siano norme e strumenti per poter intervenire. La denuncia arriva dal sindaco di Olzai, Ester Satta. Sabato sera ha dovuto affrontare il problema di alloggiare undici cittadini dell’Eritrea, che avevano lasciato alcune ore prima l’agriturismo di Neoneli dov’erano ospiti da alcuni giorni. Si sono allontanati con l’idea di raggiungere uno dei porti isolani, per sbarcare prima nella Penisola e in seguito arrivare in Germania, la loro meta finale. Ne è seguita una serie di contatti con le forze dell’ordine e la prefettura, che alla fine ha chiesto di trattenere i migranti nei locali dove opera la guardia medica. Una soluzione più frutto dell’improvvisazione che della scelta oculata e adeguata, contro la quale il primo cittadino si schiera con tutte le energie. Lo ribadirà a breve in un apposito Consiglio comunale, con un documento da inviare a ministero dell’Interno, prefettura e Regione. Le ragioni e le richieste sono già chiare: «Il guaio più grosso in questi casi è l’incertezza in cui ci troviamo come amministratori. Infatti non ci sono indicazioni precise, visto che veniamo messi in mezzo nell’ambito di attività di accoglienza decise all’interno di accordi tra prefettura e strutture ricettive. Sono vicina all’aspetto umanitario, emerso anche l’altra notte nei colloqui con il vice-prefetto, Vincenzo D’Angelo, ma io devo tutelare sia l’ente, sia la cittadinanza». Una prima questione sollevata da Ester Satta è quella della sicurezza, «visto che in certi casi (com’è successo l’altra sera, ndr) non si conosceva l’identità degli extracomunitari arrivati dall’Eritrea». L’altro aspetto è di natura economica: «I Comuni, che è risaputo non vivono una situazione florida, si ritrovano a dover far fronte alle spese quando l’emergenza li chiama a intervenire, come successo in quest’ultimo caso. Nonostante un grosso aiuto sia arrivato dai volontari di Olzai, che si sono prodigati a rifocillare gli ospiti. Opera importante, nel momento di difficoltà, così come lo è stata quella degli agenti del commissariato di Gavoi, presenti a Olzai anche oltre l’orario di servizio». Il caso ultimo, più che fare storia propria per il risvolto economico, rilancia il problema del Comune chiamato a farsi carico dei costi per due minori alloggiati nel periodo scorso nell’agriturismo locale S’Erularju, che da agosto 2014 ospita africani e asiatici. Per loro la legge stabilisce delle strutture di accoglienza specializzate, con responsabilità in capo al Comune: «Abbiamo trovato una casa a Macomer. Ma da dove togliamo i soldi per garantire, a metà con la prefettura, i 90 euro della retta giornaliera, per ciascuno dei due? Dobbiamo tagliare i servizi sociali?». (r.n.)

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