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Nuoro

il retroscena

La presidenza del consiglio e le perplessità

NUORO. Nella politica non di rado fatta di esternazioni a effetto e giochi sottotraccia, sentire dire con convinzione che «in democrazia si devono accettare le regole del voto e della maggioranza»...

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NUORO. Nella politica non di rado fatta di esternazioni a effetto e giochi sottotraccia, sentire dire con convinzione che «in democrazia si devono accettare le regole del voto e della maggioranza» non è cosa da passare inosservata. Le parole durante l’insediamento del consiglio comunale, da parte di Paolo Manca, 62 anni, dirigente medico, leader del movimento La Città in Comune. Il messaggio dopo aver preso atto della scelta della sua coalizione di eleggere l’avvocato Fabrizio Beccu alla presidenza dell’assemblea. Manca era per molti la prima opzione, per via dell’esperienza di due mandati fatti in assemblea e vissuti sempre in prima linea. Il bilancino dei partiti ha dato un altro esito, andando a fissarsi sulla lista di riferimento del candidato a sindaco poi eletto. L’esponente della Città in Comune, e questo la dice lunga sui valori di fondo, ha fatto gli auguri al presidente e precisato: «La scelta di Fabrizio Beccu mi dà affidamento e soddisfa rispetto alle capacità della persona». Stima, a onor del vero, già espressa dallo stesso Beccu, subito dopo essere salito sullo scranno a fianco di Andrea Soddu: «Il successo elettorale è in molta parte merito di Paolo Manca». Parole veritiere, capaci anche di giustizia. Mentre sulla trasparenza dei pensieri Manca non lascia nessuno in attesa: «Un pizzico di perplessità è presente, così come un punto interrogativo, rispetto alle modalità della decisione. Ci tenevo a fare il presidente, anche per dare a tutte le componenti consiliari quegli spazi di partecipazione che a noi ci sono stati spesso negati». (f.p.)

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